Sicurezza
Assindustria difende la corretta imprenditoria
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Un salottificio quarratino (foto darchivio) «Ma non possiamo giudicare noi chi si allontana dalle regole etiche»
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QUARRATA. Assindustria Pistoia in difesa della corretta imprenditoria. Dopo la denuncia di un terzista quarratino verso i grandi salottai, e non solo, che ricorrono al fallimento e poi riaprono sotto altre spoglie, gettando nel baratro i fornitori - gli ultimi della lista ad essere pagati - l'Associazione Industriali precisa: «Chi si dissocia, nei comportamenti, dalla corretta imprenditoria, lo fa in proprio e se ne assume le conseguenze etiche. Del resto, se giuridicamente un'ipotetica ditta ha agito nei limiti consentiti dalla legge, non possiamo certo essere noi a giudicare le condotte messe in pratica». Il volantino d'accusa, lo ricordiamo, è girato nei giorni scorsi sul territorio quarratino provocando non poche reazioni. Al centro della denuncia ci sono 5 aziende del mobile locale, ben note agli addetti ai lavori, che, secondo l'anonimo terzista (o gli anonimi terzisti), non pagano da tempo i creditori oppure - ed è solo il caso di alcune - hanno chiuso e riaperto cambiando soltanto la ragione sociale, non certo le facce. L'organizzazione degli industriali, pur riconoscendo le grandi difficoltà del mobile locale, trova anche spunti vitali e positivi per andare avanti. «Non neghiamo - fanno sapere da Assindustria, Sezione del legno arredo - una crisi del settore evidente, tale da poter indurre un depauperamento del tessuto economico territoriale che - lo precisano - colpisce l'imprenditore come il terzista, il fornitore, la banca, e tutto quel sistema un tempo florido. Ma al tempo stesso - continuano - vogliamo sottolineare come la contingenza sia riuscita ad aggregare ancora di più le aziende rimaste, indirizzandole verso forme anche innovative di collaborazione. La rete d'impresa, il sempre maggior coinvolgimento in Pmi, la progettazione di interventi formativi a cui Provincia e Comune daranno corpo e gambe: tutte queste sono realtà che inducono a guardare verso mercati fino ad oggi poco esplorati - ultimo, la Cina - e al tempo stesso ad essere puntualmente presenti sul territorio rafforzando le attività del polo dell'arredo». «Sarà il tempo a dire quale scommessa poteva essere vinta - concludono dall'organizzazione - Di certo la Sezione industriali del legno ci ha messo tutta la passione e l'impegno di cui era capace». B.F.
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