Italia
Addizionale Irpef al massimo previsto: salirà allo 0,8%
Elisa Valentini
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Il sindaco di Cutigliano Carluccio Ceccarelli2 MINUTI DI LETTURA
CUTIGLIANO. Consiglio comunale dalle notizie poco liete per le tasche dei cittadini cutiglianesi. Da gennaio (cioè fra pochi giorni) entrerà a regime la nuova aliquota aumentata di 0,3 punti, cioè dall'attuale 0,5% allo 0,8%, il massimo previsto dalla nuova legge finanziaria. La delibera, approvata in blocco dalla maggioranza, porterà nel 2012 un maggior gettito di circa 50mila euro. La modifica al regolamento per l'applicazione dell'addizionale comunale all'Irpef, l'imposta aggiuntiva dovuta al Comune e calcolata sui redditi da lavoro dipendente in base ad un'aliquota che varia di comune in comune, è stata approvata mercoledì. Il gettito dovrebbe salire così a 140mila euro, a fronte dei 90mila incassati nel 2011. Una boccatina di ossigeno per le casse comunali che languono assieme ad un bilancio rigido in grande difficoltà. «Avremmo preferito non applicare l'aumento - spiega il sindaco Ceccarelli - ma non abbiamo scelta. Il nostro bilancio apre ogni anno con 300mila euro di debito strutturale. L'addizionale Irpef è una delle poche voci su cui possiamo intervenire, oltre ai risparmi applicati qua e là. La stessa Corte dei Conti ci ha suggerito di applicare l'aumento». I calcoli dell'ufficio ragioneria dimostrano che la maggior parte dei contribuenti nel Comune ha una fascia di reddito fra 10mila e 36mila euro, mentre non risultano grandi patrimoni. Proprio i primi saranno i più colpiti dal provvedimento, con 20-30 euro l'anno di imposte in più per ciascun contribuente. «Capiamo il grande sacrificio - prosegue Ceccarelli - i redditi certi sono già tartassati dalla manovra Monti, e anche la Regione ha aumentato la sua addizionale. Intanto ci sforzeremo di trovare altre entrate strutturali, magari sfruttando le opportunità derivanti dalle energie rinnovabili». Proprio la coscienza di questa "ingiustizia sociale" ha guidato la proposta (poi adottata) del consigliere Valentini di «far passare l'aumento come imposta straordinaria, dando la facoltà alle amministrazioni di toglierla quando e se un domani il Comune navigherà in acque migliori». Proposta, quest'ultima, condivisa da maggioranza e opposizioni. Minoranze che, tuttavia, non hanno appoggiato la delibera con 2 voti contrari e 2 astenuti, soprattutto per principio contro l'ingiustizia del sistema tributario. «Capiamo che gli spazi di manovra sono limitati - spiegano dal gruppo Democratici e Progressisti - ma è troppo facile colpire sempre i soliti redditi». «In questo periodo tutti si sentono legittimati all'aumento - prosegue il capogruppo Lauri di "Insieme oltre le parole" - Il mio voto contrario non è una critica a questa amministrazione, ma contro un sistema ingiusto che necessita di essere rivisto. Dopo tanti bei discorsi, si finisce sempre col colpire le persone oneste».
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