Gioco
«Ho detto no a chi mi cercava dopo aver riaperto»
◗
Claudio Bonfanti, noto artigiano quarratino Bonfanti: «Si sono presentati con i soldi in mano. Ho scelto di non lavorare con loro»
2 MINUTI DI LETTURA
QUARRATA. «Le accuse mosse nel volantino sono lampanti. La situazione è realmente così. Anch'io, in passato, sono stato vittima di questo meccanismo e, alla fine, ho cercato di reagire in proprio, facendo delle scelte di gestione sicuramente non facili ma necessarie». La parola è di Claudio Bonfanti, terzista, e non solo, del comparto quarratino. Quando si è ritrovato di fronte a quegli stessi imprenditori che avevano chiuso il portone per rientrare, poco dopo, dalla finestra, ha deciso di dire no ad una nuova collaborazione. «Tre anni fa - spiega - ho rinunciato a fornire chi, dopo un fallimento, ha riaperto ed è tornato a bussare alla nostra porta. Venivano con i soldi in mano - racconta -. E' stato difficile rifiutare e capisco che lo sia per tutti quanti. Quando ti trovi di fronte al crollo del fatturato certamente poi ti fa gola lavorare. Sento in giro storie raccapriccianti di subfornitori che hanno perso soldi un pò da tutti. Il momento - ripete - è difficilissimo. Qua a Quarrata non c'è più niente di quello che c'era una volta, dei prodotti che un tempo rappresentavano la qualità del distretto. Il mercato però - continua - è in mano alle aziende». Inutile, secondo Bonfanti, invocare l'aiuto di amministratori e enti. «Lo sfogo che sta girando in questi giorni - commenta infine parlando dell'atto d'accusa lanciato contro alcuni noti mobilifici da un gruppo anonimo di presunti terzisti - è comprensibile perchè la situazione è amara. La colpa - dice - è nostra come comparto e non va cercata altrove». B.F.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
