Sicurezza
Cordone ombelicale, altra donazione
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La famiglia Moses L'intervento nel punto nascita dell'ospedale consentirà di curare una malattia rara del padre del bambino
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PISTOIA. Nel punto nascita dell'ospedale è stata effettuata la seconda donazione di cordone ombelicale a distanza di circa un anno dalla prima svoltasi nel novembre 2010. Questa volta le cellule del piccolo Kelian daranno al padre l'opportunità di essere curato da una rara malattia. «Quando la mamma di Kelian Moses, prima del parto, ha chiesto informazioni sulla raccolta del sangue cordonale - racconta l'ostetrico Marco Tanini, referente aziendale del coordinamento donazione per la raccolta del sangue cordonale - il personale ha subito segnalato che esistevano le condizioni per l'attivazione di procedere ad una raccolta dedicata e si è provveduto ad avviare l'iter di concerto con la Banca Toscana di Sangue Placentare, che ha attivato a sua volta la commissione per la valutazione del caso». Il prelievo, eseguito al momento del parto, è una normale raccolta di sangue da cordone ombelicale con una sola particolarità: le cellule estratte saranno conservate, gratuitamente, a Careggi, e rimarranno a disposizione per il padre di Kelian Moses per un eventuale trapianto. Tutta l'equipé ostetrica si è impegnata per garantire questo importante prelievo, in modo particolare Maria Teresa Scartabelli e Alessia Bani, presenti al parto. La mamma e il neonato sono tornati a casa. «La legge prevede la conservazione in banche pubbliche del cordone ombelicale solo ad uso eterologo o dedicato,come in questo caso - spiega Eufrasio Girardi, responsabile coordinamento aziendale donazione e trapianti - e solo nel caso di un nascituro che presenti un familiare affetto da una patologia per la quale siano esistenti protocolli terapeutici che prevedano l'impiego di cellule staminali cordonali». I due punti nascita della Ausl3, negli ospedali di Pistoia e Pescia, diretti rispettivamente da GianFederico Trebbi e Laura Niccoli, sono in grado di assicurare questo tipo di prelievo grazie all'ottima professionalità che le ostetriche hanno raggiunto e alla notevole esperienza maturata nel campo della donazione solidaristica. «Per quanto riguarda le unità di sangue cordonale donato la nostra Ausl si colloca in ambito regionale a livelli di eccellenza - fa sapere Rino Agostiniani, responsabile dell'area materno infantile - e a ottobre sono state raccolte addirittura 380 sacche di cordone».
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