Il Tirreno

Pistoia

«No alla liberalizzazione delle aperture»

Un no secco dalle associazioni alla liberalizzazione delle aperture dei negozi
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Un no secco dalle associazioni alla liberalizzazione delle aperture dei negozi

Confcommercio: «La Regione faccia i suoi passi»

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 PISTOIA. Un no senza se e senza ma alla completa liberalizzazione degli orari per le attività commerciali decisa dal governo Monti. «Una condizione insostenibile - spiega in una nota Confcommercio - per le piccole imprese, che saranno strette nella morsa tra la rinuncia al diritto al riposo e alla vita familiare, da una parte, e la dolorosa rinuncia all'attività, dall'altra. Con il rischio, in quest'ultimo caso, di impoverire la ricchezza del modello italiano di pluralismo distributivo».  Per Confcommercio, questa, non rappresenta la strada giusta neppure per dare una nuova spinta ai consumi, in continua diminuzione. «Incrementare le opportunità di spesa non si tradurrebbe in un aumento dei consumi, visto lo scarso potere d'acquisto delle famiglie, ma solamente nel vedere ulteriormente lievitare i costi di gestione per le imprese».  «Restiamo in attesa che la Regione Toscana apporti, come ha già anticipato, una modifica al Codice regionale del commercio, in cui ribadirà che la competenza in materia di regolamentazione di orari delle attività commerciali è attribuita alle Regioni e non al governo. Dopo, chiederemo una nuova convocazione dei tavoli di concertazione sul tema degli orari, con l'obiettivo di arrivare a confermare e mantenere invariata la regolamentazione in vigore nel 2011 (22 aperture straordinarie per l'area pistoiese e 28 per la Valdinievole in tutte quelle aree non interessate da deroghe)».

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