La protesta
In hotel e ristoranti prenotazioni più che dimezzate
Elisa Valentini
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Pochi i turisti attesi per Capodanno in Montagna 3 MINUTI DI LETTURA
ABETONE. Nemmeno l'alta quota spaventa la crisi economica, che questo Capodanno sembra abbattersi, senza mezzi termini, anche sulla Montagna pistoiese. Quotidiani e tg parlano di un Natale in recessione, con i consumi più bassi del decennio. Scendendo nel piccolo universo della nostra montagna, quali sono le aspettative? «Crisi nera» è il concetto ribadito quasi coralmente da albergatori e ristoratori, primo polso di un'economia prettamente turistica. «Dobbiamo metterci a piangere? - esordisce la famiglia Breschi, titolare dell'Hotel Miramonte a Cutigliano - Un calo vertiginoso. Nel 2010 avevamo tutte la camere prenotate già diverso tempo prima, quest'anno, a soli 3 giorni dal weekend di Capodanno, registriamo solo 21 arrivi, di cui 6 bambini non paganti. Ma la cosa più preoccupante - proseguono i Breschi - è che la gente nemmeno ci contatta per informarsi su prezzi e iniziative. Non era mai successo prima d'ora. Ci è venuto anche il dubbio che non ci funzionasse il telefono». Questa non è l'eccezione, ma quasi la regola, visto che anche gli altri albergatori di Abetone, Cutigliano e San Marcello lamentano un calo di prenotazioni intorno al 50%, con picchi dell'80% in alcune strutture. Il tutto, pur in presenza di prezzi invariati, se non addirittura inferiori al 2010. «L'anno scorso l'albergo era pieno - confermano dall'Hotel La Valle - quest'anno abbiamo per adesso solo 5 stanze prenotate. La gente non chiama per informarsi e chi lo fa dà un quadro spaventoso della crisi in Italia. C'è qualcuno che non vorrebbe fruire del cenone, o addirittura rinuncia alla colazione pur di risparmiare qualche euro». Gli albergatori che dichiarano arrivi superiori alla media, evidenziano un'altra anomalia. «Si lavora nella perenne incertezza - ci dicono dall'Hotel Villa Basilewsky - Adesso registriamo quasi il fully booked, ma fino a 3 giorni fa solo 3 camere erano prenotate. Anche per Capodanno si prenota all'ultimo momento, quest'anno si è aspettato la neve». Se le condizioni climatiche favorevoli all'innevamento fossero arrivate un po' prima, forse avrebbero alleviato una situazione che ovunque parla di crisi. Un po' meglio gli appartamenti in affitto, dove il calo delle prenotazioni si aggira intorno al 20%. La clientela tipo, comunque, è costituita da gruppi numerosi di giovani che decidono di locare un appartamento per trascorrevi i giorni cavallo di Capodanno, provvedendo da soli ai pasti, compreso il cenone. Prenotazioni in picchiata anche nei ristoranti. Tranne poche eccezioni, il trend rispecchia il calo degli alberghi (meno 50-70%), con prezzi del cenone invariati o ridotti (media 60 euro). Se una "istituzione" come la Trattoria Da Fagiolino si salva grazie ad una base di clientela forestiera affezionata, c'è chi si ingegna per lavorare con la gente locale, tradizionalmente più casalinga. «Quest'anno ho dimezzato il prezzo: 35 euro anziché i 70 dell'anno scorso - spiega il titolare de L'Osteria - Non ci guadagnerò, ma almeno ho riempito il locale con 30 ragazzi del posto».
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