Un libro su Pippo, gatto bibliofilo
Beatrice Faragli
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Il gatto Pippo sui libri esposti alla Edison L'avvocato Cecconi racconta la città dei felini
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PISTOIA Estate 2011. Per le vie del centro storico passeggia un uomo dall'aspetto distinto. In mano stringe un annaffiatoio e ad ogni angolo di strada, contro siccità e calura, lascia un po' d'acqua per i gatti randagi della città. «C'è un universo di insospettabili amanti degli animali a Pistoia...» avverte l'avvocato Consuelo Cecconi, anche lei, a pieno titolo, nell'esercito dei "gattari" pistoiesi. Per dissetare i felini, al posto dell'annaffiatoio, la professionista del foro ha deciso di usare l'inchiostro. Affilata la penna e spolverata la memoria - 8 anni d'avventure e d'amore - ha narrato le gesta del suo Pippo, tigre urbana sazia di cibo e avida di conoscenza, nel libro "Is the cat on the table? No, he's on the book! - Biografia di Filippo Cesare Cecconi, gatto bibliofilo". Il ricavato della pubblicazione sarà devoluto al gattile di Pistoia (via Agati), culla natía del protagonista. Il ritratto è in vendita (5 euro) alla Edison: la libreria di via degli Orafi dove il micio, sonnecchiando tra un tomo e l'altro, passa le sue giornate. Allungato sopra la trilogia di Stieg Larsson, arrotolato su "Anna Karenina" di Lev Tolstoj oppure dritto come una statua d'oro zecchino sul bancone della cassa, Pippo resta nella bottega fino a mezzanotte, «quando Lilu (pagina 19 della biografia, ndr) infagottata nella tuta deve scendere e recuperare Sir Philip dal reparto archeologia». Il libro è un racconto carico di emozioni e ironia in cui, attraverso la vita di un solo gatto, l'autrice ritrae la dignità dei felini, specialmente di quelli pistoiesi: gli amici che Filippo Cesare, regolarmente, porta a casa. «Alcuni - scrive Cecconi sui randagi - si sono fermati per qualche tempo, ma il richiamo della vita libera è irresistibile. Una cuccia calda e un pasto comodo possono essere per un breve periodo nella vita di una stray cat una gran cosa, ma i gatti del centro storico di Pistoia vivono una bellissima vita semi selvaggia». L'immagine della città fa capolino da ogni pagina. E d'altra parte, come spiega l'avvocato, «le giornate di Pippo sono tra via degli Orafi e piazza dello Spirito Santo». Senza contare poi che "Sir Philip" ha un posto d'onore nelle profumerie e nei negozi del centro, tra le comode poltroncine delle sale d'attesa di dentisti e medici, e persino nella sede dell'associazione Archeosofica pistoiese. La biografia della Cecconi quindi si trasforma in un rimbalzo continuo tra gli angoli cittadini battuti da Filippo ed è rivolta sia «all'umano-dipendente-da-gatto» sia a chi, con diffidenza, guarda questa gente "stravagante" (almeno secondo «un pregiudizio culturale assurdo» spiega l'autrice) che d'estate va in giro con l'annaffiatoio e d'inverno si mette a scrivere libri.
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