Sicurezza
Pistoia non è più "chiusa per festa"
Tiziana Gori
◗
Gente nelle strade intorno a piazza del Duomo e della Sala e locali pubblici affollati Funziona la regolamentazione degli esercizi pubblici, folla in centro
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Un centro più accogliente. Le belle luminarie a raggio di sole a rischiarare le vie, un buon numero di esercizi pubblici aperti, qualche chiesa (San Filippo in via Bozzi, la Basilica dell'Umiltà in via della Madonna) in cui era possibile assistere a concerti di Natale, la Cattedrale di San Zeno aperta ai fedeli, varie mostre tra le Sale affrescate del palazzo comunale, il Museo Civico e il Museo Marini. I tanti pistoiesi che hanno scelto di passare Santo Stefano in centro, complice una temperatura fredda ma non freddissima, hanno trovato una città pronta ad accoglierli. Una città che sta imparando a rispondere alle richieste di chi la vuole vivere nel segno della qualità. I problemi da risolvere restano tanti - l'assenza di bagni pubblici dopo le otto di sera (l'unico, quello di via Braccialini, è poco conosciuto e approssimativamente indicato) - il Battistero chiuso anche durante le feste, una segnaletica ritenuta inadeguata da molti turisti, ma il percorso intrapreso da Comune ed esercenti del turismo e del commercio sembra finalmente quello giusto. Pare risolto il fastidioso problema del "tutto chiuso" tra Natale e l'Epifania. Dalle associazioni di categoria nei giorni scorsi era arrivata una rassicurazione: il periodo a rischio, che pecca di una scarsa concertazione, è quello agostano e, parzialmente, quello delle festività pasquali. Non più, da alcuni anni, quello delle festività natalizie. Con i commercianti di abbigliamento e calzature a godersi il meritato riposo, un buon numero di bar-pasticcerie, tabacchi, risto-pub ha garantito la possibilità alle tante famiglie ieri a passeggio per il centro storico di ritrovarsi, parlare, prendersì una pausa caffè in tranquillità. Una scelta azzeccata anche quella dei dehors. Pomeriggio di fine dicembre, ma con una temperatura accettabile, sono stati molti quelli che ne hanno approfittato per fare quattro chiacchiere bevendo una cioccolata calda seduti ad un tavolino davanti al locale. Così al Magno Gaudio, in via Curtatone e Montanara, al Vecchia Praga, al Voronoi e al Gargantuà, in piazza della Sala, al Caffè Michi di piazza del Duomo. Attimi di serenità nella pausa dalla frenesia quotidiana concessi dai giorni di festa. Non omogenea la presenza di bar aperti. In alcune parti forse un po' troppo a macchia di leopardo, con un'eccessiva distanza tra un pubblico esercizio e l'altro, ma quelli che hanno deciso di restare al lavoro anche per Santo Stefano hanno potuto contare su un afflusso continuo di clienti. Come il bar pasticceria Armando, in via Curtatone e Montanara, il cui titolare, Armando Galli, ha deciso anche per quest'anno, di tenere aperto sia per Natale che per Santo Stefano, e il bar-pasticceria Carmine, in corso Gramsci, davanti al multisala Lux. Nota stonata, in una Pistoia che non può più essere definita - nonostante le tante cose da fare - una città morta, le serrande abbassate al Caffè Valiani di via Cavour, storico ritrovo dei pistoiesi sin dal dopoguerra, e del Café du Globe, che pochi mesi fa ha vissuto l'ennesima chiusura. Una delle cause della "bandiera bianca", sembra essere stata l'affitto di 6000 euro chiesto dalla società pratese titolare dell'immobile di piazza Gavinana.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
