Il Tirreno

Pistoia

La scheda. Impegno a favore dei ragazzi dei quartieri più popolari

Coordina Casa in piazzetta e Ciclofficina

M.Q.

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 PISTOIA.  Giulio Vannucci ha 25 anni e studia Lettere all'Università di Firenze.  È coordinatore della "Casa in Piazzetta" e responsabile anche della "Ciclofficina".  Si tratta di due progetti che si rivolgono ai ragazzi dei quartieri popolari di Pistoia.  In particolare delle Fornaci e di San Marco, e dei campi nomadi di rom e sinti del territorio.  La "Casa in piazzetta" è un luogo aperto a tutti gli adolescenti dai quattordici ai diciotto anni che offre attività di teatro, sala di musica e pomeriggi per sole ragazze.  Ha la sua sede in piazzetta Santo Stefano, nel centro storico, e occupa i locali di proprietà degli Istituti Raggruppati che hanno anche investito nel progetto che è curato e promosso dall'associazione Arcobaleno.  Il finanziamento dell'attività è stato in parte sostenuto anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.  Grazie anche a questi fondi si è sviluppata anche la Ciclofficina che ha potuto inaugurare dei locali completamente rinnovati lo scorso 24 settembre.  Questa si rivolge agli stessi ragazzi della Casa in Piazzetta, ma propone un'attività ben precisa.  È una sorta di educazione al lavoro, aperta per adesso solo il mercoledì mattina e il giovedì pomeriggio, in cui si ritirano le bici vecchie, usate e inutilizzabili e si rimettono in marcia.  È una sorta di "casa di cura" per bici in "fin di vita".  Una volta rimesse a nuovo o ri-assemblate, vengono messe a disposizione e cedute ad offerta libera.  Il mercoledì mattina è attivo anche il progetto di officina popolare:  «Ognuno può venire da noi - spiega Giulio - con il suo mezzo e, in cambio di una piccola offerta libera, può utilizzare i nostri attrezzi e pezzi di ricambio per ripararsi da solo la sua bicicletta.  «Tra i progetti c'è anche quello di ampliare l'orario di apertura della Cicloffina e aprire un noleggio di bici: per questo stiamo acquistando un tandem, a rate». E aggiunge:  «Sia ben chiaro: la nostra attività non fa concorrenza ai biciclettai, ma vuole essere un modo per diffondere la cultura della bicicletta, del recupero, del riutilizzo e per avvicinare i ragazzi dei quartieri popolari attraverso uno strumento molto diffuso tra i giovani».

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