Il Tirreno

Pistoia

«Il mercato tra gli italiani è fermo, l’offerta agli imprenditori dell’oriente è un’altra opportunità»

Casa e stanzone in vendita, ai cinesi

Marta Quilici
I cartelli con ideogrammi per i cinesi, possibili interessati alla villetta dello Sperone
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I cartelli con ideogrammi per i cinesi, possibili interessati alla villetta dello Sperone

Primo cartello con ideogrammi sulla villetta dello Sperone

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 PISTOIA. "Vendesi villetta di 240 metri quadri libera su tre lati con annesso laboratorio artigianale". Il cartello è affisso su un immobile in via Fiorentina all'altezza dello Sperone, a un paio di chilometri dal centro di Pistoia. Niente di strano, tranne il fatto che è scritto anche in cinese.  La casa è di proprietà di un italiano. Prima ospitava un laboratorio tessile, poi l'azienda ha chiuso e adesso è in vendita. Se gli italiani non comprano, meglio rivolgersi ai portafogli dell'estremo oriente. Così gli ideogrammi cinesi hanno iniziato a far capolino nelle insegne pubblicitarie anche della nostra città. Per adesso, quello di via Fiorentina sembra l'unico caso, ma potrebbe aprire la strada a nuovi episodi, vista la vicinanza di Prato e la capacità economica degli imprenditori asiatici, la cui intraprendenza che pare superiore alla nostra.  La villetta dello Sperone è la classica abitazione dei vecchi artigiani pistoiesi, con al primo piano la cucina e le camere e al piano terreno i telai: lo "stanzone", come veniva chiamato il laboratorio sotto casa, in cui i telai viaggiavano incessantemente con quel loro rumore martellante che faceva da sottofondo alla vita delle periferie. Adesso gli "stanzoni" non li vuole più nessuno; le piccole attività fanno sempre più fatica a rimanere aperte e i vecchi proprietari spesso decidono di vendere tutto.  Ma a chi? Chi comprerebbe oggi una villetta con annesso un laboratorio artigianale? La risposta a Prato l'hanno trovata da tempo: i cinesi. A Pistoia fino ad ora il fenomeno non si era verificato. O meglio: di immobili o capannoni affittati ai cinesi, soprattutto sulla Piana, ce ne sono, ma i cartelli di pubblicità in duplice lingua italiano e cinese non se n'erano mai visti.  «Io non sono di Pistoia - spiega Giuseppe, proprietario dell'immobile di via Fiorentina - e per la pubblicità ci siamo affidati a uno studio professionale che, valutando le caratteristiche della casa, ha pensato potesse interessare anche al mercato cinese. È da un po' di tempo che la casa è in vendita e fino ad ora non si è presentato nessuno. Non abbiamo ricevuto neppure una telefonata».  Il cartello scritto in cinese è apparso però poche settimane fa: «I cinesi sono un'altra occasione - aggiunge il proprietario -, ma se devo esser sincero non ci ha chiamato nessuno neppure di loro».  «Il tipo di immobile più richiesto in zona dai cinesi - spiega patrizio Bondi di Tecnocasa - è proprio la classica casa col fondo artigianale annesso, in modo da unire vita e lavoro. A Pistoia il fenomeno non è diffuso come a Prato perché la città ha altre tipologie di produzione predominanti, come il vivaismo, ma è possibile ci sia uno sconfinamento. In generale, nei confronti dei cinesi, sono molto più frequenti gli affitti che le vendite, nonostante ci sia ancora un po' di diffidenza da parte dei proprietari ad affittare locali agli stranieri. In realtà, spesso, proprio perché questi hanno più difficoltà a trovare una casa in affitto, quando la trovano cercano di tenersela stretta pagando puntualmente il canone».  Anche alla Cna la notizia del cartello "Vendesi" in cinese sorprende: «D'altra parte - commenta il direttore, Sergio Giusti - la situazione delle aziende è critica, chi ha cessato l'attività e vuol vendere i capannoni si trova in difficoltà perché i fondi artigianali non hanno più mercato».

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