Sicurezza
Alluvione, chiuse le indagini
M.D.
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Paolo Bargellini e una immagine dell’alluvione del Natale 2009Accusato di disastro colposo il presidente del consorzio
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QUARRATA. Disastro colposo. Questa l'accusa per la quale la procura della Repubblica si appresta a chiedere il rinvio a giudizio di Paolo Bargellini, presidente del Consorzio di bonifica Ombrone pistoiese. A due anni esatti dal cedimento dell'argine del torrente Ombrone che - la notte di Natale, dalla Ferruccia, a Barba, da Olmi a Vignole - mandò sott'acqua decine di abitazioni ed attività commerciali. A giungere al termine, l'inchiesta penale aperta in seguito a un esposto presentato dal Comitato della Ferruccia. Il pm titolare delle indagini, Emiliano Raganella, ha inviato nei giorni scorsi l'avviso di chiusura delle indagini, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio. Dal momento della notifica dell'atto, l'imputato - rappresentato dal suo legale di fiducia, l'avvocato Andrea Niccolai - ha venti giorni di tempo per depositare eventuali memorie difensive. In caso di condanna, Bargellini rischia la pena prevista dall'articolo 449 del codice penale: da uno a cinque anni di reclusione. Reato di cui il pm lo ritiene responsabile «poiché, quale presidente e rappresentante legale del Consorzio Ombrone, fin dal maggio 2000, per colpa - consistita nella mancanza di adeguati e sufficienti interventi di manutenzione ordinari e straordinari sulle opere idrauliche esistenti sul torrente Ombrone, in località Ferruccia (attività attribuite ai Consorzi di bonifica) - non impediva che l'evento meteorologico avvenuto in data 24-25 dicembre 2009 cagionasse un disastro, costituito dalla rottura dell'argine del torrente Ombrone, che determinava uno stato di calamità nelle frazioni di Ferruccia, Barba, Olmi e Vignole, nonché il collasso del sistema idraulico di tutto il territorio comunale di Quarrata e l'evacuazione dei fabbricati posti innvia Brana ai numeri civici 171, 175, 177, 179 e 181 a causa dell'invasione delle acque». Che quello di due anni fa sarebbe stato un Natale difficile gli abitanti della Piana pistoiese lo avevano capito già nella notte del 23 dicembre, quando l'Ombrone, alla Ferruccia, aveva raggiunto il livello di guardia di 5 metri e 70 centimetri. Il 24, intorno alle 13, ecco il cedimento di una decina di metri di argine all'altezza del Ponte dei Baldi, sulla sponda quarratina del torrente. Nessuna conseguenza, ma il corso d'acqua aveva ha continuato a gonfiare, e, passate da poco le tre del mattino di Natale, era schiantata una paratia di legno sull'argine aglianese. Il torrente aveva esondato. Poco dopo, anche il Quadrelli aveva tracimato. Alle 2,30 era stata chiusa al traffico via Fiorentina, agli Olmi e alle 3,17 aveva esondato il Calice, all'altezza di Ponte dei Bini. Alle 5,30 l'alluvione dagli esiti più disastrosi, erano franati circa 15 metri di argine dell'Ombrone, in località Casone dei Giacomelli: l'acqua si era riversata nei vivai e nelle strade circostanti, e poi per le strade al confine con Barba. Ingenti i danni. Circa 200 famiglie avevano subìto allagamenti, in alcune case l'acqua aveva raggiunto i 50-70 centimetri. Pari a 300.000 euro l'ammontare delle richieste danni che qualche settimana dopo erano arrivate al Comune di Quarrata da parte di privati cittadini. Nessun commento al momento da parte dell'avvocato Niccolai, difensore di Bargellini, che è in attesa di prendere visione degli atti dell'inchiesta. All'indomani dell'alluvione, Paolo Bargellini replicò alle accuse contro l'inattività del Consorzio Ombrone snocciolando cifre: dei circa 6 milioni di euro di entrate dell'ente, il 35% viene speso mediamente per la gestione corrente, mentre il restante 65% serve a finanziare gli interventi di manutenzione.
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