Il Tirreno

Pistoia

Discarica del Cassero. Meno rifiuti in arrivo, l’impianto potrebbe rimanere in attività fino al 2028

«Subito la bonifica dei lotti chiusi»

Beatrice Faragli
Il consigliere del Pdl Patrizio La Pietra e, accanto, uno scorcio della discarica di Fosso del Cassero
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Il consigliere del Pdl Patrizio La Pietra e, accanto, uno scorcio della discarica di Fosso del Cassero

Allarme di La Pietra (Pdl) sull'eventuale mancanza futura di fondi

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 CASALGUIDI. Fino al 2028 la discarica del Cassero resterà attiva. La vita dell'impianto si allunga così di 8 anni rispetto alle previsioni iniziali. Se tutto andrà secondo i piani, la bonifica dell'area sarà completata alle soglie del 2060.  La quantità di rifiuti conferiti a Cantagrillo infatti è ben al di sotto delle 150mila tonnellate annue concesse dall'autorizzazione.  «Nel 2011 - ricorda il consigliere Pdl Patrizio La Pietra, probabile candidato a sindaco per le prossime elezioni comunali - sono arrivati in discarica 100mila metri cubi di materiale (circa 120mila tonnellate) e il fatturato è stato di 10 milioni e mezzo di euro. Per il 2012 i numeri si abbassano a 9 milioni di euro e 90mila metri cubi di rifiuti. Questo vuol dire che ci sono ancora 1.650.000 metri cubi disponibili: per riempirli ci vorranno altri 20 anni, non 10 com'era inizialmente previsto».  «Pistoiambiente (a capo dell'impianto, ndr) - incalza il consigliere di centrodestra - deve iniziare immediatamente la bonifica dei lotti già chiusi. La tutela del territorio - continua - sarà la nostra prima battaglia (sancita, tra l'altro, nelle linee programmatiche del partito, ndr). Un conto è iniziare a bonificare l'area dal 2030 e lasciare un'eredità pesantissima ai nostri nipoti, un altro è cominciare adesso: tra 20 anni ci ritroveremo con un'opera già avviata. Per far questo però, e dare così delle garanzie ai cittadini - precisa La Pietra - Pistoiambiente dovrebbe tirar fuori i soldi subito. L'operazione complessiva - ricorda parlando del post mortem - costerà 12 milioni di euro. La società via via fa degli accantonamenti (debiti in bilancio per la bonifica, ndr): noi chiediamo che questi vengano usati nel breve periodo per i lotti già chiusi. Le fideiussioni bancarie infatti non sono sicure se la forza patrimoniale dell'azienda viene meno».  Il timore, in pratica, è quello di ritrovarsi senza fondi nel 2030. «In questo caso - dice La Pietra - dovrebbero intervenire le istituzioni...».  «La discarica - ribatte il vicesindaco Patrizio Mungai - finchè è aperta non può essere gestita in un regime di post mortem. Quando non c'è più conferimento i controlli vengono dimezzati: a metà percorso, quindi, non è possibile iniziare niente. L'impianto o è attivo o non lo è. La gestione dopo la dismissione inoltre è competenza della Provincia. I soldi per la bonifica - precisa infine l'assessore - sono garantiti attraverso gli accantonamenti e le proprietà di Pistoiambiente. Se l'azienda poi non dovesse adempiere ai propri compiti, andremo ad attingere dalle fideiussioni bancarie».  La voce di La Pietra e le intenzioni del centrodestra però restano ferme: «La bonifica - ripete il consigliere - deve iniziare subito».  Il consigliere riporta inoltre alcuni dati sull'attività di Pistoiambiente (presentati in consiglio comunale). «Il 70% dei clienti che la società aveva prima delle vicende giudiziarie non ci sono più; probabilmente - continua La Pietra - non hanno i requisiti per l'accesso stabiliti dopo il sequestro del 2010. Questo ci lascia nel dubbio sul tipo di accertamenti fatti in passato».  La Pietra infine boccia il ricorso al Tar, con una richiesta danni da 6 milioni di euro, mossa dalla società presieduta da Alfio Fedi contro Comune di Serravalle, Provincia di Pistoia, Arpat e Asl. «E' un atteggiamento ricattatorio - dice - e può influenzare le decisioni finali della Conferenza dei servizi. Già nel secondo incontro ci sono state delle aperture sulle deroghe chieste da Pistoiambiente per gli inquinanti».

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