Il Tirreno

Pistoia

«Queste operatrici lavorano con coscienza»

Beatrice Faragli
L’istituto al centro delle indagini
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L’istituto al centro delle indagini

Le mamme difendono le attuali "tate" dei loro bambini

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 AGLIANA. Bambini tenuti al buio e legati ai seggioloni. Sarebbero questi, secondo alcune mamme, «i metodi correttivi fuori dalle righe» su cui la Procura sta indagando dopo aver ricevuto alcune segnalazioni dall'interno del nido "Il gatto parlante". Le madri che ieri erano fuori dall'asilo aglianese per riprendere i propri figli difendono la cooperativa "Alice", titolare della struttura, e le educatrici dell'istituto di San Michele.  «Tante volte - dice Mariagrazia - i bambini ci si legano da soli dentro al seggiolotto. I genitori sono davvero molto arrabbiati, lo scriva chiaramente» insiste. L'accusa è rivolta soprattutto al Comune di Agliana e alla decisione, presa dal sindaco Eleanna Ciampolini, di chiudere il nido.  «Così hanno tutelato solo se stessi, non certo i bimbi. Due segnalazioni - continua la mamma - erano già note. Gli amministratori comunali sapevano del primo fatto e anche del secondo. Tra l'altro le educatrici erano già state spostate da qui. Perchè hanno aspettato il terzo? Hanno ristrutturato l'ambiente e hanno permesso che l'asilo riaprisse a settembre. I nostri figli saranno trasferiti ad anno già iniziato. È una vergogna sbattere in prima pagina tutto questo solo per ripararsi da eventuali accuse future. Se volevano intervenire lo avrebbero dovuto fare prima, non adesso. "Tate" così non ce ne sono in giro. Io vengo da Prato e ho voluto mettere il bambino qui proprio per il buon nome dell'asilo. Adesso lo porterò a Galciana, al "Baco Gigi": gestito, lo sottolineo, dalla cooperativa "Alice". L'ho scelta perchè ho fiducia in queste persone».  «Nell'assemblea di lunedì (quando il sindaco ha annunciato la chiusura dell'asilo e le indagini in corso, ndr) - continua Tiziana, altra giovane mamma che ieri pomeriggio era a San Michele per riprendere la figlia - hanno parlato di bimbi legati al seggiolone e tenuti al buio. Le accuse ipotetiche sono queste. "La tata ti fa la bua?" ho provato a chiedere alla mia bambina. Ovviamente mi ha detto di no. E poi basta guardarla. Da quando è qui sembra proprio serena e tranquilla».  Il problema per questa madre adesso è un altro. «Ora - dice - vatti a fidare di qualche altra educatrice. Io ancora non so dove verrò spostata però in questa struttura nutrivo e nutro ancora una gran fiducia. Ciò che mi preoccupa è soltanto il trasferimento. Sul resto non ho dubbi: al "Gatto parlante" non è successo niente. Ne sono certa, altrimenti non ce l'avrei mai riportata. Ho visto che quando la bimba è sul seggiolone o quando resta al buio non ha reazioni di pianto. È serena. Le cose che fa qui le fa a casa: canta le canzoncine che le educatrici le hanno insegnato».  Le più preoccupate per la vicenda sembrano proprio le operatrici della cooperativa. «Il loro timore - precisa Tiziana - è per la reputazione. Sono tutte persone meravigliose e questa vicenda rischia di rovinare il loro lavoro. Volevamo che l' asilo restasse aperto. All'inizio, quando la chiusura era stata motivata dai soli problemi economici, abbiamo cercato di fare di tutto pur di mantenere la struttura attiva: anche sostenendo una retta più alta»

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