Sicurezza
«Ha reagito, lui l'ha picchiata»
Beatrice Faragli
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Carabinieri davanti alla villa dei Baldi Lavinia Baldi ha provato a fermare il ladro tirandolo per i pantaloni
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QUARRATA. Ha portato via collane e anelli prima di accanirsi, a suon di calci, su Lavinia Gemignani. La donna, vittima, mercoledì poco prima delle 19, di un furto sfociato poi in rapina nella sua villa di via della Madonna, è stata operata all'indice della mano sinistra e ha riportato qualche contusione. «La prima falange - racconta la figlia, Camilla Baldi - non c'è più». Qualcuno, poche ore prima, aveva già avvertito il pericolo. «Alle 2 di mercoledì pomeriggio - continua la donna - un nostro vicino ha sporto denuncia: aveva visto, non so dire se la sera prima o il giorno stesso della rapina, qualche giro strano intorno casa». La Gemignani, moglie dell'ingegner Franco Baldi, notissimo professionista di Quarrata, ieri era chiusa nella sua abitazione di via della Madonna. «E' stata coraggiosa - ripete la figlia -. In questi casi ti dicono sempre di non reagire ma è impossibile farlo. Mia mamma ha incrociato il ladro sul pianerottolo del primo piano. Lui stava uscendo dalla camera da letto. Ha provato a scappare per le scale, voleva andare al piano superiore e uscire dalla finestra spaccata da cui era entrato. Probabilmente si aspettava di trovare la casa vuota. Lei però ha provato a fermarlo. Lo ha preso per i pantaloni e lo ha tirato giù. E' stato allora che lui ha reagito: l'ha buttata per terra e le ha tirato due calci. A ripensarci ora sarebbe potuta finire anche peggio. Lì vicino infatti c'era un mobilino. Mia mamma avrebbe potuto battere la testa negli spigoli». L'uomo era a volto scoperto. Quando la donna si è trovata faccia a faccia con il ladro - carnagione olivastra e accento straniero secondo le prime ricostruzioni - ha provato a fermarlo senza pensarci due volte. «In una mano - racconta la figlia - pare che avesse il borsino della refurtiva. Nell'altra stringeva qualcosa... ma non sappiamo altro. Quando mia mamma ha provato a tirarlo giù dalla scala di legno lui l'ha spintonata». La Gemignani, al momento della rapina, era sola in casa, fatta eccezione per il pastore tedesco di famiglia. «Mio fratello - continua la Baldi - era passato di lì poco prima. Io sono stata chiamata in ufficio verso venti alle sette». Sul posto sono subito accorsi i Carabinieri della Stazione di Quarrata, al comando del luogotenente Salvatore Maricchiolo, e l'ambulanza del 118. La donna è stata portata al pronto soccorso del Ceppo. Il rapinatore, quando i militari sono arrivati in via della Madonna, si era già dato alla fuga passando per la finestra forzata della soffitta e guadagnando l'uscita attraverso i tetti dell'abitazione vicina (quella all'angolo della strada). Nel sacco della refurtiva: i gioielli arraffati tra i cassetti della camera da letto dei coniugi Baldi. «Non sono stati portati via soldi. Il ladro - spiega la figlia - forse non ne ha neppure avuto il tempo».
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