Sicurezza
Chiuso il nido "Il Gatto parlante"
Beatrice Faragli
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La conferenza stampa del sindaco Ciampolini con lassessore Ciampi Il sindaco parla di sospetti «metodi correttivi fuori dalle righe»
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PISTOIA. Indagini in corso da parte del sostituto procuratore di Pistoia Luigi Boccia sul nido aglianese "Il Gatto parlante". Il Comune, in via cautelativa, ha deciso di chiudere l'asilo dal 30 dicembre. Al centro dell'indagine, secondo le accuse ci sarebbero, come spiega il sindaco di Agliana Eleanna Ciampolini, «metodi correttivi fuori dalle righe» utilizzati da alcune educatrici ai danni dei bambini. «Da parte dell'amministrazione comunale - spiega Sara Toccafondi, vicepresidente della cooperativa "Alice" (soggetto titolare del nido) - sono arrivate un paio di segnalazioni su comportamenti non idonei al piano educativo». «La Procura - riprende Ciampolini - sta indagando sulla base di alcune informazioni reperite nell'ambito dell'attività di vigilanza e controllo effettuata dall'amministrazione comunale nelle strutture dei servizi educativi privati. Noi non vogliamo arrivare alla chiusura da parte della magistratura: un nostro intervento successivo alla fine delle indagini non ci avrebbe fatto stare tranquilli. Per adesso però ci sono tanti dubbi e nessuna certezza. La decisione di chiudere è stata presa in maniera cautelativa». Sulla reale natura dei fatti che si sarebbero consumati all'interno dell'asilo "Il gatto parlante" (adiacente al circolo di San Michele "La Scintilla") c'è il massimo riserbo, tuttavia il sindaco assicura: «Non si tratta di maltrattamenti. Il caso del nido di Agliana non è un altro Cip Ciop». Le segnalazioni sarebbero concentrate sugli anni scolastici passati. «Riguardano educatrici che non ci sono più - spiega Toccafondi -. Si tratta di persone già sollevate da tutti gli incarichi attinenti a quei servizi rivolti ai bambini». La preoccupazione però è alta. Dopo che il sindaco, lunedì, ha annunciato ai genitori dei 26 iscritti al nido la chiusura tempestiva dell'asilo accreditato, i bimbi lasciati nella struttura di San Michele sono sempre meno. Alcune famiglie, nell'attesa del trasferimento all'asilo comunale "Il glicine" e agli istituti dei Comuni limitrofi, hanno deciso di non portare più i figli al "Gatto parlante". «I genitori hanno chiesto chiarezza e noi l'abbiamo fatta» precisa Ciampolini riferendosi al- l'incontro di inizio settimana. In prima battuta la chiusura del nido era stata imputata a problemi economici. I conti effettivamente sono in rosso ma, come spiega il sindaco, «la Cooperativa sarebbe comunque potuta arrivare al prossimo giugno». Quando le famiglie hanno insistito per tenere aperto l'asilo, proponendo addirittura un ipotetico rincaro della retta, il primo cittadino aglianese ha ammesso l'esistenza dell'indagine in corso. «Non vogliamo né allarmare né ridimensionare la vicenda. Chiudere (la volontà c'era già nei primi giorni di dicembre, ndr) è stata una decisione non certo facile, nemmeno per i vertici della cooperativa: è una scelta basata su elementi ancora da verificare. A tutela del benessere dei bambini abbiamo preferito ritirare l'autorizzazione. La vicenda del Cip Ciop - continua il sindaco - ha segnato tutti noi e sicuramente ha inciso anche su questa chiusura. La nostra realtà però è ben diversa». Da lunedì nel palazzo comunale aglianese di piazza della Resistenza c'è un via vai di genitori pronti a fare domande su quello che, fino a pochi giorni fa, era un fiore all'occhiello per i servizi educativi aglianesi. «La chiusura - aggiunge Ciampolini - rappresenterà una grande penalizzazione per il territorio. È la perdita di un'opportunità grande». L'asilo, almeno finchè non sarà attivata una nuova procedura di accreditamento, resterà vuoto. «Capisco lo stato generale delle famiglie che si sono viste chiudere una struttura in maniera così rapida - commenta Toccafondi - ma noi dovevamo trovare una soluzione. Alla base di questa decisione ci sono due fattori: l'insostenibilità economica e i rilievi fatti dal Comune».
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