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Il presidente Zollo: penalizzati da perdite su crediti e accantonamenti
La grande crisi frena la Caripit «Nel 2011 risultati modesti»
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Il presidente Caripit Gabriele Zollo A sinistra la sede centrale della banca 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Quello che sta per andare in archivio è stato un anno terribile per l'economia nazionale e pistoiese in particolare. E anche la Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia ne ha risentito. Penalizzata da perdite su crediti e accantonamenti per altri crediti a rischio, la Caripit concluderà l'anno con un «risultato modesto». Parole del presidente Gabriele Zollo, al tradizionale incontro prenatalizio con la stampa cittadina. A far sorridere i dirigenti di via Roma ci sono però le prospettive di espansione garantite dal nuovo accordo con la capogruppo Intesa Sanpaolo. «L'anno era iniziato sotto buoni auspici - ha sintetizzato Zollo - ma da giugno in poi il clima è peggiorato. Le nostre piccole e medie imprese in particolare hanno risentito del calo della domanda interna e internazionale. A ciò si aggiunga la crisi dell'edilizia e il momento di difficoltà di AnsaldoBreda. Anche se ci sono comunque settori in controtendenza, dal cartario al vivaismo, dall'alimentare alle energie rinnovabili». La Caripit ovviamente non poteva passare indenne attraverso un periodo che ha tutte le carte in regola per essere l'anticamera di una recessione. Per questo la banca non ha cessato il suo impegno nel microcredito (prestiti concessi a clienti che altrimenti non avrebbero le garanzie sufficienti), iniziativa portata avanti insieme a Caritas e Fondazione Un raggio di luce, per la quale sono stati stanziati 400.000 euro. Il futuro, però, si apre a nuove prospettive. L'accordo siglato il 1º di dicembre tra Fondazione Caripit, Cassa di risparmio di Firenze e Intesa Sanpaolo prevede che la banca pistoiese diventi l'unica presenza del gruppo nelle province di Pistoia, Lucca e Massa. Quindi 41 filiali oggi intestate a Carifi e Intesa Sanpaolo transiteranno sotto le insegne Caripit, che cederà le filiali fiorentine, pratesi e bolognesi, 21 in tutto. «È un accordo - spiega Zollo - che finalmente ci dà una prospettiva e una missione autonoma, che ci fa crescere dimensionalmente del 40%. Ma soprattutto, dentro l'arcipelago Intesa Sanpaolo, diventiamo un'"area", il che significa avere maggiori autonomie e figure professionali più elevate. In soldoni, potremo rispondere direttamente, e in modo quindi più rapido, a tante richieste per le quali, oggi, dobbiamo trasmettere tutto a Firenze o addirittura a Milano».
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