Il dolore
L'Unione dei comuni divide tutti
S.R.
Spaccata la Lega: Chelucci contro Gambetta Vianna
2 MINUTI DI LETTURA
S.MARCELLO. Sono momenti decisivi per la vita istituzionale in montagna, ma «non c'è chiarezza». La discussione della proposta di legge, di iniziativa della giunta regionale della Toscana, su "Norme sul sistema delle autonomie locali" è stata rinviata. C'erano state le forti contestazioni dei dipendenti e sindacati sulle decisioni assunte dalla giunta dei sindaci della Comunità montana. Ed erano state espresse anche preoccupazioni da parte di Oreste Giurlani, presidente Uncem della Toscana (Unione Nazionale Comuni Montani e Enti Montani) che aveva detto di essere molto preoccupato delle scelte operate in montagna pistoiese riguardo al nuovo assetto istituzionale, «non tanto perché costituisce la fine della Comunità montana in se stessa, ma perché essa, nel bene e nel male, rappresenta una fonte di reddito per la montagna. Le deleghe di cui è titolare costituiscono un giro di sette otto milioni di euro. Una somma importante». Purtroppo però ancora non pare esserci chiarezza sul futuro istituzionale dei comuni della montagna pistoiese. La disinformazione pare evidente, l'incertezza sul futuro palese. «Per ottemperare agli obblighi di legge si sta studiando, insieme ad altri comuni di associare alcuni servizi - dice Marcello Melani, sindaco di Sambuca - Successivamente all'approvazione della legge regionale costituiremo L'Unione dei comuni montani, fra San Marcello, Cutigliano, Abetone, Marliana e Sambuca. Per Pescia e Montale c'è da vedere se la legge regionale darà loro la possibilità di aderire». Su questo i comuni montani sono tutti d'accordo? «Sì, anche se dobbiamo vedere ciò che accadrà alle province. Personalmente sono fiducioso», risponde Melani. C'è dunque incertezza, che si riflette anche nelle considerazioni dell'opposizione. Claudio Arcangeli, consigliere comunale di "...noi...piccoli comuni montani", di area centrodestra, che a San Marcello è all'opposizione, dice: «Vorrei che si imboccasse la strada più breve per giungere al Comune unico della montagna. Se è quella imboccata dai comuni della montagna non lo so. C'è poca chiarezza». Mentre, Dino Chelucci, consigliere della Lega Nord, è di tutt'altra opinione: «Non sono assolutamente d'accordo col realizzare il comune unico. Lo scriva in modo che lo capisca bene anche il nostro responsabile regionale Gambetta Vianna. Quelli di fuori che discutono i nostri problemi senza conoscerli a fondo mi fanno ridere. Io sono favorevole all'unione speciale dei comuni e francamente credo di conoscere bene le esigenze della nostra zona».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google