Sicurezza
Il piano di risanamento sarà svelato il 10 gennaio
Marta Quilici
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Lo sciopero di ieri mattina davanti ai cancelli di via Ciliegiole Intanto scioperano gli operai dell'indotto e di via Ciliegiole: «Ci sono già aziende in mobilità»
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PISTOIA. La presentazione del piano di risanamento di AnsaldoBreda ha una data. Maurizio Manfellotto incontrerà il 10 gennaio a Roma, all'Hotel Universo, le delegazioni sindacali dei quattro stabilimenti del gruppo per illustrare finalmente i contenuti del tanto atteso piano. «Ci fanno passare le feste con l'angoscia» commenta Monica Mariani, rsu Breda. «Il 10 - aggiunge Nicola Riva, segretario Fiom - sarà un momento di confronto intenso e sicuramente teso. Il nostro impegno è quello di richiamare Breda a una responsabilità sociale dell'impresa». Intanto, dalle 11 alle 12, ieri mattina, gli operai dell'indotto hanno promosso un'ora di sciopero, a cui hanno aderito anche i dipendenti di AnsaldoBreda. «Credo sia la prima volta - spiega Valerio Mattei, da 11 anni dipendente della Elettromar - che gli operai dell'indotto chiamano a raccolta tutto lo stabilimento di via Ciliegole davanti ai cancelli. Vogliamo capire che malattia abbiamo: se siamo malati terminali o se possiamo guarire». Dalle maestranze Breda la risposta alla mobilitazione è stata alta: «Abbiamo deciso di scioperare a fianco degli operai dell'indotto - spiega il coordinatore rsu Jury Citera - come loro hanno fatto spesso nei nostri confronti, stando insieme noi, ad esempio, durante la manifestazione di alcune settimane fa a Roma. Siamo tutti nelle stesse condizioni di incertezza. Adesso finalmente abbiamo la data, il 10 gennaio, in cui sarà presentato il piano. I sindacati si presenteranno in modo unitario, e questo è importante. Non sappiamo cosa attenderci, ma sappiamo cosa vogliamo: il risanamento dell'azienda, il rifiuto della vendita e il mantenimento dell'occupazione, ripartendo dall'accordo già siglato il 4 marzo del 2010». Dall'indotto si guarda con sospetto e apprensione la data del 10, ma si teme anche la scadenza del 31 dicembre. Dei 250 operai che lavorano nelle aziende-satelliti Breda, già ora ce ne sono un centinaio in cassa integrazione: «Si tratta - spiega Daniele Gioffredi Cgil - di una cassa a rotazione che coinvolge quasi la metà dei lavoratori dell'indotto». A rischio ci sono anche gli interinali, ossia i 50 impiegati da anni nell'organico Breda ma con contratti a tempo rinnovati di sei mesi in sei mesi: «Anche loro scioperano oggi - spiega Monica Mariani - perchè ancora non si sa se il loro posto sarà riconfermato anche dopo il 31 dicembre. Sono precari, ma il loro ruolo in azienda è ormai indispensabile. Mandando via persone con 5 o 6 anni di competenze sulle spalle non si farebbe altro che regalare ai concorrenti del personale altamente formato e che comunque dovrebbe essere sostituito, magari con qualche consulente esterno costosissimo». Per Tiziano Fabbri, segretario Uglm provinciale, «l'azienda potrebbe almeno rinnovare il contratto per gli interinali fino al 10 gennaio, quando le carte saranno messe in tavola e si potrà aprire una trattativa». L'indotto sta già pagando la crisi di Breda: «Ci sono già aziende - comunica Massimiliano Cadeddu (Miri) - che hanno avviato procedure di mobilità. Alcuni operai non hanno ricevuto la tredicesima perchè Breda non paga alle aziende le fatture per lavori già svolti». Fino al 10 nessuna certezza: per ora ci si aggrappa a voci di reparto e indiscrezioni. «Si parla - spiega Michele Maiolino della Palumbo - di una massiccia riduzione di lavoro da parte di Breda verso alcune aziende e, di conseguenza, di taglio di personale. Inoltre non era mai successo che l'azienda comunicasse, senza trattativa con il sindacato, 4 giorni di ferie forzate dal 1º al 6 gennaio». «Era necessario - spiega Filippo Angelillis, Ansaldo Breda - che l'azienda comunicasse i carichi di lavoro per i prossimi mesi, rendesse noto il piano industriale: solo così era possibile concertare le ferie».
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