Il Tirreno

Pistoia

Non sono ancora conclusi i lavori di recupero del grande capannone industriale

Berti apre la "cattedrale"

Appuntamento per il saluto di fine anno alla città

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 PISTOIA. Quest'anno i tradizionali auguri del sindaco Renzo Berti alla città, in programma domani, venerdì 23 dicembre, alle 12, avranno un palcoscenico diverso rispetto agli anni precedenti: l'edificio denominato "Cattedrale" nell'area ex Breda. Si tratta di un contesto inedito, scelto in quanto ponte tra passato, presente e futuro.  Alla Cattedrale sono ancora in corso i lavori di ristrutturazione e recupero che trasformeranno l'ex capannone industriale in una grande piazza coperta nel cuore del nuovo quartiere San Giorgio. In particolare, sono da completare alcuni lavori di rifinitura. Per questo l'inaugurazione della grande piazza coperta sarà organizzata più avanti, nella primavera del prossimo anno. Ma la scelta di quel luogo per i saluti di fine anno da parte di Berti ha un chiaro significato simbolico, un posto cioè dove passao e futuro della città si intersecano tangibilmente. Un esempio di architettura industriale di inizio Novecento, la cattedrale di via Pertini si è trasformata in una moderna agorà al coperto di 130 metri per 25, che accoglierà iniziative e manifestazioni culturali, attività espositive e ricreative, diventando così un centro di aggregazione unico nella città e completando il piano di recupero e di rilancio del quartiere San Giorgio, dove sorgeranno presto anche un albergo e le nuove sedi di Questura e Prefettura.  L'opera ha un costo complessivo di circa tre milioni e mezzo di euro ed è stata realizzata grazie a fondi statali e comunitari, erogati dalla Regione, nell'ambito del progetto Piuss (Piano Integrato Sviluppo Urbano Sostenibile)"Dall'antico centro storico al nuovo centro urbano" e attraverso un contributo di un milione di euro da parte della Fondazione Caripit.  L'edificio occupa il lato estremo dell'area ex Breda e ne costituisce il confine occidentale. Il capannone fu costruito nel 1919. Era, e rimase, l'edificio di maggiori dimensioni di tutta l'officina principale. Conobbe però una sorte particolare. Proprio per le sue dimensioni impegnative furono completati e coperti e utilizzati solo i primi sessanta metri, mentre la parte rimanente rimase scoperta e senza le pareti laterali, ma solo con le strutture in cemento armato orizzontali e verticali, scandite da 17 pilastri su ogni lato.   Successivamente, sul suo lato orientale, furono costruiti altri due grandi capannoni (l'attuale polo universitario). Negli anni trenta fu completata un'altra parte dell'edificio portando la parte coperta a circa due terzi e lasciando scoperti solo sette pilastri, la facciata fu organizzata con quattro grandi portoni ed ospitò le lavorazioni della carpenteria e quelle più complesse e delicate come, nel 1942, la produzione dei primi radar italiani commissionati alla San Giorgio, e in quell'anno vi erano in funzione due gru elettriche da cinque e venti tonnellate.

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