Il Tirreno

Pistoia

Nel mirino i 36 emendamenti proposti dall’Italia dei valori

Il Pd accusa: rischio rinvio per il regolamento urbanistico

Luciano Mazzieri capogruppo del Pd in consiglio comunale A sinistra il capogruppo dell’Italia dei valori Andrea Betti
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Luciano Mazzieri capogruppo del Pd in consiglio comunale A sinistra il capogruppo dell’Italia dei valori Andrea Betti

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 PISTOIA. C'è una spada di Damocle che pende minacciosamente sul dibattito apertosi lunedì in consiglio comunale per l'approvazione definitiva del regolamento urbanistico (adottato ormai un anno e 9 mesi fa). Sono i 36 emendamenti presentati dal gruppo consiliare dell'Italia dei valori, ispirati alle osservazioni già presentate (e parzialmente recepite) dagli ordini professionali. Osservazioni che - nella maggior parte - miravano a rendere più agevole l'intervento sugli edifici esistenti, visto che il regolamento urbanistico quasi azzera le nuove costruzioni.  Ma il problema non è tanto il loro contenuto, quanto il fatto che l'approvazione di qualcuno degli emendamenti modificherebbe il testo del regolamento, obbligando - questa almeno l'opinione prevalente - a ricominciare tutto daccapo: adozione, tempo per presentare le osservazioni, esame da parte degli uffici, approvazione finale.  Insomma, mesi e mesi di rinvio, nel migliore dei casi, per un atto che la città aspetta già da un anno e 9 mesi. L'allarme lo ha sollevato il capogruppo Pd Luciano Mazzieri, con un preoccupato intervento nel consiglio comunale di lunedì. «Se quegli emendamenti non saranno ritirati e anche uno venisse approvato, la città si vedrebbe negato il regolamento che aspetta da anni, sarebbe un fatto gravissimo. Inoltre la gran parte di quelle osservazioni sono state recepite durante il lavoro in commissione. Riproporli adesso vuol dire non rispettare quel lavoro».  L'Italia dei valori cerca di sdrammatizzare. «Quegli emendamenti li avevamo già presentati in commissione e poi ritirati - spiega il capogruppo Andrea Betti - ma era nostra facoltà riproporli. L'obiettivo è quello di rendere più semplice l'intervento sul patrimonio immobiliare esistente, superando i vincoli eccessivi. Rischio di bloccare tutto? Non mi sembra: se almeno una parte dei contenuti che proponiamo vengono accolti dagli uffici, siamo disponibili al ritiro. Saremo ragionevoli, lavoreremo solo su quello che si può ottenere, il rischio di rifare tutto da capo è una pistola scarica».  Viene spontaneo pensare che la presentazione degli emendamenti sia un modo di far pressione sul Pd dopo la rottura dei rapporti tra la stessa Italia dei valori e la presidente Pd della Provincia, Federica Fratoni. Betti (che è sia consigliere comunale che provinciale) però esclude qualsiasi collegamento del genere.  Nel corso del consiglio comunale di domani dovrebbe arrivare la decisione sugli emendamenti dell'Italia dei valori.  Nel frattempo anche ieri è continuato l'esame delle osservazioni di cittadini, aziende e associazioni e le relative controdeduzioni (cioè le risposte del Comune: osservazione accolta, totalmente o parzialmente, oppure respinta).

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