Il Tirreno

Pistoia

Si indaga sulle cause dell’incendio che ha distrutto l’azienda del mobile Nic.Confort

«Era tutto pronto per l'ultima consegna» Allarme per il crollo del tetto in eternit

Beatrice Faragli
I vigili del fuoco ispezionano il perimetro dell’azienda
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I vigili del fuoco ispezionano il perimetro dell’azienda

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 QUARRATA. «Tra la crisi e quest'ultimo colpo incassato si ripartirà davvero male». Riccardo Niccolai, titolare della Nic.Confort srl, lavora a testa bassa per salvare le poche cose rimaste in quella che fino a lunedì sera era la sua tappezzeria. «Siamo qui da diciotto anni. Le sedie - continua indicando una sfilza di scheletri anneriti - erano già pronte per l'ultima consegna dell'anno. Di solito rimango in azienda fino alle otto e mezza ma ieri (lunedì, ndr) avevo la festa di mio figlio... Mi hanno avvertito per telefono. Quando sono arrivato non c'era già più niente da fare».  Tutto carbonizzato. Il fuoco ha invaso il capannone di via Rubattorno, a Santonuovo, nel giro di pochissimi minuti. Crollato il tetto in eternit del capannone: l'intera area dovrà essere bonificata per eliminare tutte le micidiali fibre di amianto.  «Abbiamo sentito degli scoppi impressionanti. Uno dietro l'altro - ricordano dalle ditte di via Case Tuci, a un passo dalla tappezzeria - e poi, all'improvviso, c'è stata una fiammata altissima».  «Ho sentito puzzo di gomma bruciata - racconta Elena Giraldi, la prima a dare l'allarme dall'ufficio della "Giraldi car technology", proprio di fronte alla Nic.Confort - All'inizio pensavo che fosse il mio computer, non riuscivo a capire da dove venisse quell'odore. Poi però ho visto del fumo e un piccolo bagliore nel capannone davanti, allora ho chiamato subito i vigili del fuoco».  Erano le 19,50 di lunedì. I pompieri di Pistoia e Prato hanno lavorato senza tregua per quasi tutta la notte. Una volta domato l'incendio, i pezzi di copertura hanno continuato a cadere giù riaccendendo dei piccoli fuochi. Il fumo ha smesso di levarsi alto, verso il cielo, intorno a mezzanotte. Le cause del rogo restano ancora ignote. Sulla vicenda verrà aperta un'indagine. Il capannone, intanto, è stato posto sotto sequestro.  «Non si capisce come sia potuto accadere» dice il tappezziere mentre guarda l'edificio distrutto. Dentro, ogni giorno, lavoravano 3 operai. Anche la sorella del Niccolai era impegnata in prima linea nell'azienda. Ieri mattina l'imprenditore (uno dei soci della Nic.Confort) è tornato a Santonuovo per prendere le poche cose rimaste dopo un inferno di fuoco che non ha risparmiato niente. L'uomo ha caricato in macchina decine di fascicoli anneriti. Li ha tirati fuori da un ufficio ormai inesistente. Tra gli armadietti ha trovato anche due bottiglie di vino. A parte questo, al numero 89 di via Rubattorno, non c'è più nulla. Macchinari, tetti e merci sono andati in fumo in poche decine di minuti. La tappezzeria quarratina oggi è un cumulo di macerie. All'interno resta soltanto qualche sedia bruciata: «Quelle di Natale - ripete Niccolai - finite e già pronte per partire».  La copertura dell'edificio non esiste nemmeno più e l'acqua usata lunedì notte per spengere le fiamme ristagna ancora nel capannone.  I vigili del fuoco, da ieri mattina, sono al lavoro per garantire la riprese delle attività nelle aziende vicine. I sopralluoghi serviranno a dare l'agibilità alle ditte confinanti. Anche loro, seppur in maniera lieve e limitatamente alle pareti in comune con la tappezzeria, devono fare i conti con i danni provocati dal calore.  Intanto le famiglie residenti nello stabile colpito dal rogo sono pronte a far ritorno a casa. Ieri i tecnici del Comune si erano già mossi per garantire un rientro tempestivo.

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