Il Tirreno

Pistoia

Processo a Mamma Ebe. L’ex parroco di Lamporecchio sul banco dei testimoni difende la Giorgini

«Una persona degna, una mistica»

Beatrice Faragli
Mamma Ebe mentre esce dal tribunale di piazza del Duomo A destra, don Sebastien in aula con il suo legale Fausto Malucchi
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Mamma Ebe mentre esce dal tribunale di piazza del Duomo A destra, don Sebastien in aula con il suo legale Fausto Malucchi

Don Sebastien fece da intermediario tra la Santona e il vescovo

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 PISTOIA. «Credo sia una mistica. Conosce la teologia e la procedura della tentazione. Mi chiedo come mai il vescovo vuole che non faccia più esorcismi». Così l'ex parroco di Lamporecchio, don Sebastien Kalimbiro Maheshe, parlava di Mamma Ebe il 1º dicembre 2008.  Il sacerdote è stato ascoltato ieri dal tribunale presieduto da Luca Gaspari nell'ambito del processo che vede alla sbarra la Santona del San Baronto - al secolo Ebe Giorgini - il marito Gabriele Casotto e altre 11 persone coinvolte a vario titolo nel filone giudiziario pistoiese aperto dopo una lunga indagine dei Carabinieri di Quarrata. Le accuse che pendono sul capo di Mamma Ebe sono di associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della professione sanitaria e alla truffa aggravata dalla creazione di un timore immaginario.  Don Sebastiano non solo ha riconosciuto indiscusse doti alla Giorgini - «è una persona degna che riflette sulla religione, non è certo una giovanotta che si è fermata al catechismo» ha ricordato ieri nell'aula del tribunale - ma, in passato, ha addirittura tentato la mediazione tra la Santona del San Baronto e la diocesi di Pistoia.  «Sapevo che c'erano tanti dubbi intorno a lei, così dissi al vescovo che sarebbe stata cosa buona parlare direttamente con la Giorgini per chiarire la questione - ha spiegato il parroco congolese al pm Francesco Sottosanti - "Cerca di capire se c'è modo di avere un appuntamento col vescovo" le dissi».  Era il dicembre 2008. «In quel periodo - ha raccontato il prete, assolto lo scorso settembre, per rito abbreviato, per non aver commesso il fatto (anche per lui l'accusa era di associazione a delinquere e truffa aggravata) - mi ruppi una gamba. Dopo un mese di massaggi "normali" (fisioterapia, ndr) continuava a gonfiare. Ero un parroco e parlavo con molta gente, così ho saputo che a San Baronto c'era la Giorgini e ho detto: "Andrò anch'io". Mi sono trovato molto bene. "Padre questo problema qui mi sembra un po' complicato però con l'aiuto del Signore qualche risultato lo avrete" mi disse».  Le visite a Villa Gigliola sono continuate fino all'arresto della Santona, nel giugno 2010. Gli "adepti" di mamma Ebe passavano in parrocchia a prendere don Sebastiano almeno una volta alla settimana. Il prete si è sottoposto anche ad altre cure.  «Mi era gonfiato il fegato - ha detto - così la Giorgini è ricorsa per due, tre volte all'agopuntura».  L'ex parroco di Lamporecchio ha inoltre affrontato il viaggio alla volta di Morlupo (provincia di Roma) per andare a benedire una villa che la Santona aveva là.  Nel contraddittorio di ieri condotto dal pubblico ministero Sottosanti e dall'avvocato della difesa Danilo Ammannato è stato ricordato anche il precedente giudiziario di Don Sebastiano: una condanna in primo grado per riciclaggio. Il fatto tuttavia non ha nulla a che vedere col processo in corso.  Secondo quanto emerso dall'aula, il sacerdote tra il 2008 e il 2010, a differenza delle centinaia di persone giunte sul Montalbano per le cure fisiche e spirituali di Mamma Ebe, non avrebbe mai lasciato offerte in villa. «Non ho pagato neppure un centesimo» ha infatti assicurato di fronte alla pubblica accusa.  E sotto i suoi occhi non sarebbero mai finiti neanche gli esorcismi della Santona. «Tutti i credenti - ha tuttavia ricordato - lo possono fare, basta evitare di dar ordini direttamente al diavolo». Per questo infatti serve un uomo di chiesa.  Secondo la difesa la Giorgini avrebbe portato avanti il compito sancito dalla stessa religione cattolica: evangelizzare il mondo e partecipare alla missione salvifica. A pensarla così è anche Don Sebastiano. «Lei è gentile con tutta la gente e credo che sia mistica» diceva l'ex parroco di Lamporecchio su Mamma Ebe in una conversazione telefonica del 2008. Ad ascoltarlo dall'altro lato della cornetta c'era un sacerdote.  Con l'audizione di ieri sono stati ascoltati tutti i testi della difesa. La discussione è fissata per il prossimo 9 gennaio, alle 9,30: parola al pm per la la requisitoria e agli avvocati difensori per le arringhe.

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