Il Tirreno

Pistoia

Sciopero della Omep e raduno ai cancelli

Indotto Breda a rischio «Mai così poco lavoro»

Marta Quilici
Indotto Breda a rischio «Mai così poco lavoro»

3 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. «Non è bello la mattina entrare in azienda strisciando il badge al tornello e pensare che il giorno dopo potrebbe non aprirsi».  Sono la parte più debole della catena. I primi a saltare se la Breda va in crisi. Negli ultimi anni hanno già pagato con cassa integrazione, licenziamenti e mancato rinnovo dei contrati a termine. Quattro o cinque anni fa erano in 400 circa, soltanto all'interno di via Ciliegiole. Adesso sono 250.  Sono i lavoratori dell'indotto Breda, i dipendenti di quella costellazione di piccole e medie imprese che prestano la loro opera spesso all'interno dello stabilimenti d via Ciliegiole. Siri, Elettrocable, Borgognoni, Miri, Omep, Elettromar sono alcune di queste. Fino a poco tempo fa ce n'erano anche altre, come la Sirtec, che ha ufficialmente chiuso i battenti circa un mese fa.  Ieri mattina sono stati i dipendenti dell'indotto a lanciare l'ennesimo grido di allarme per la situazione di incertezza in cui versa l'azienda ferroviaria pistoiese-napoletana. L'attesa del piano di risanamento annunciato dal nuovo amministratore delegato Maurizio Manfellotto e la scarsità di lavoro sulle linee di produzione non fanno che aumentare la preoccupazione: se il piano prevedesse esuberi, come probabilmente accadrà, saranno loro a pagarne i costi più salati. Come è sempre accaduto.  Ieri mattina i delegati sindacali delle aziende dell'indotto si sono dati appuntamento fuori dai cancelli di via Ciliegiole dove li hanno raggiunti i dipendenti della Omep, di Sant'Agostino, che in forma autonoma hanno deciso di proclamare un'ora e mezzo di sciopero. «Quale futuro ci attende? - chiedono i lavoratori - molte aziende non ricevono pagamenti di fatture da parte di AnsaldoBreda da 5 o 6 mesi. Chiediamo alle istituzioni, alle forze politiche e sindacali di attivarsi al massimo per ottenere risposte concrete». In azienda manca il lavoro. «Le commesse - spiega Michele Perna, Siri - sono in esaurimento. Il prossimo mese sappiamo già che ci toccheranno 2 settimane di cassa integrazione a testa».  «Sono 11 anni che lavoro in via Ciliegiole - spiega Valerio Mattei, Elettromar - e non avevo mai visto le linee vuote come adesso».  «Le uniche indiscrezioni trapelate sul piano di risanamento di Manfellotto - spiega Andrea Giardina, Borgnoni - parlano di tagli all'indotto». Le aziende non ricevono i pagamenti. «Le ditte dell'indotto - spiega Luca Fangiosa, Elettrocable - hanno comprato il materiale per i Tsr, ma se la gara per i treni regionali non si sblocca, per noi sarà un problema, visto che abbiamo già il magazzino pieno».  Alla Omep lavorano circa 35 persone. «Non riceveremo la tredicesima fin quando Breda non pagherà le fatture - spiega Marco Innocenti, dipendente - È già una fortuna che finora la nostra azienda sia riuscita a pagarci gli stipendi regolarmente: Breda per noi rappresenta il 50% del fatturato, ma è da 7 mesi che non paga le fatture. Da due anni siamo in cassa integrazione e l'anno scorso ci sono stati anche 5 esuberi». Stessa situazione per la Miri srl «in cui - dice Massimiliano Cadeddu - la cig a rotazione è aperta da 2 anni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa