I Mazzei: successo sì, ma non a Pistoia
Michele Galardini
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Giocando con la moda un evento diretto da Paolo e Paola Mazzei Lo studio specializzato in eventi di moda compie trent'anni
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PISTOIA. Tornare alle origini dopo trent'anni passati a girare il mondo grazie alla moda. Questo il cammino intrapreso da Paola e Paolo Mazzei, l'una titolare e l'altro art director dell'omonimo studio, che ieri mattina hanno presentato in Provincia il loro libro di memorie e di esperienze "Piccolo Diaro di due registi di moda" sottotitolo "dalla provincia alla capitale", che da gennaio sarà acquistabile online. La provincia con la p minuscola descritta nelle pagine del libro è proprio quella pistoiese, accusata di dimostrarsi cieca nei confronti dei suoi talenti e restia, in alcuni casi, ad aprirsi anche dopo aver capito il reale valore dei suoi "figli". Tra le righe scritte "di getto e con il cuore", i Mazzei raccontano il loro incessante peregrinare fra Mosca, Boston, Milano, sempre a contatto con i grandi personaggi della moda mondiale. Incontrare Demi Moore prima irriconoscibile e poi, una volta truccata, «bella quasi come il sole» come racconta ironicamente Paolo; o condurre un programma radiofonico su Radioblu assieme a Francesco Nuti per tre anni; o tornare a Pistoia per una sfilata, dopo anni di lontananza, e trovarsi in mezzo ad un nubifragio inimmaginabile. Di questi e altri momenti è costellato il racconto che i due Mazzei fanno della loro esperienza, nata quasi per caso nel 1981 grazie ad Elena, responsabile di un'agenzia di pubbliche relazioni di Milano, che dopo aver assistito ad una sfilata organizzata in una discoteca, decide di offrirli un contratto di cinque anni al minimo sindacale. «Per noi è stato fantastico lavorare nella Milano da bere - racconta Paolo - perché ogni giorno c'era una nuova occasione di lavoro». Pistoia appare in alcuni momenti del libro quasi sempre accompagnata da toni non troppo lusinghieri, come nella descrizione di uno stilista locale, chiamato "l'estroso" e definito geniale ma caratterialmente impossibile: racconti che nascondono una grande delusione, quella di non riuscire a lavorare nel territorio in cui si è nati e verso il quale si sarebbe disposti a dare tutto. «Pistoia come ogni città di provincia, ha una mentalità che porta a non riconoscere al di fuori delle sue mura il successo dei suoi concittadini, ovvero nessuno è profeta in patria»: questa l'ammissione finale che ieri mattina è stata ribadita anche da un'altra eccellenza emigrata, Serena Magnanensi. La showgirl conobbe i Mazzei quando, nemmeno maggiorenne, si presentò da loro con il suo book fotografico, ricevendo come risposta «non farai mai la modella perché sei bassa e tendi ad ingrassare». Anni più tardi avrebbe invece ricevuto i loro consigli e i loro apprezzamenti durante una sfilata. Chi a Pistoia ha sempre creduto nei due sono state la Cna e la Confartigianato, che in tante occasioni si sono avvalse dell'esperienza e delle capacità dello studio per promuovere l'Italia all'estero. Una carriera importante che Federica Fratoni, presidente della Provincia, ha voluto commentare non senza amarezza: «È la prima volta che realizzo cos'è lo Studio Mazzei per Pistoia, una città che in questo si dimostra un po' provinciale, facendo sembrare lontani tanti grandi eventi che invece sono realizzati da nostri concittadini».
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