Il Tirreno

Pistoia

È mio il Babbo Natale che sale sui muri ma non l'ho brevettato

Marta Quilici
Sopra Roberto Casini con alcune delle sue creazioni A sinistra via della Madonna a Pistoia addobbata di Babbi Natale che s’arrampicano sui muri
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Sopra Roberto Casini con alcune delle sue creazioni A sinistra via della Madonna a Pistoia addobbata di Babbi Natale che s’arrampicano sui muri

L'inventore è un pistoiese che nel '95 realizzò il primo fantoccio per addobbare il suo negozio. In pochi anni il commerciante si è trovato a decorare strade e paesi e nel 2002 è nato il kit fai da te. Oggi anche i cinesi fanno concorrenza

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PISTOIA. «Babbo Natale l'ho inventato io. Non quello "vero" ovviamente, ma il pupazzo che si arrampica». Se ne vedono a centinaia appesi alle finestre delle case, attaccati alle grondaie, adagiati sui cornicioni dei palazzi. C'è chi li adora, chi non li sopporta, chi li scambia per ladri in agguato sul davanzale di casa e chi, addirittura, ha creato su facebook un "Movimento di liberazione dei Babbo Natale appesi alle finestre".

In realtà sono ormai un'istituzione natalizia riproposta ogni anno insieme alle lucine dell'albero, le luminarie per strada e la neve (per ora soltanto finta) sulle vetrine.
Ebbene, l'inventore dei "Babbi Natale alle finestre" è Roberto Casini, un commerciante pistoiese che nell'ormai lontano 1995 realizzò a mano un primo pupazzo di Babbo Natale per addobbare in maniera originale la vetrina del suo negozio di fiori.

Da allora la moda è esplosa e nel giro di pochi anni Roberto Casini si è trovato ad addobbare tutto il centro commerciale dei Gigli, un intero paese - Borgo San Lorenzo - e un numero imprecisato di strade, compresa quella del teatro Ariston di Sanremo, oltre a qualche campanile a decine di metri di altezza, palazzi e vetrine. Adesso che ha lasciato il negozio di fiori e ha aperto un nuovo ristorante in centro a Pistoia continua a proporre allestimenti natalizi e a vendere i suoi pupazzi di Babbo Natale in un più comodo kit fai da te.

«Dire che tutto è nato per caso sembrerà retorico, ma è la verità - racconta Roberto -. Era il 1995 e io gestivo con altre persone un negozio di fiori, "Le Verdi fantasie", in porta Lucchese, a Pistoia. Per le feste di Natale quell'anno decidemmo di allestire la nostra vetrina in un modo un po' diverso. Comprammo un costume da Babbo Natale - continua - lo cucimmo ben bene in modo da non lasciare aperture e lo imbottimmo con un bel po' di carta e di cellofan. Il tocco finale fu il volto del vecchio barbuto, realizzato con una maschera di cartapesta».

Questo fu il primo pupazzo di Babbo Natale realizzato. La mossa geniale che innescò la moda, però, ci fu l'anno successivo, nel 1996. «Avevamo ricevuto molti complimenti per la vetrina - riprende a raccontare Roberto Casini - così l'anno dopo, per cambiare, decidemmo di appendere il pupazzo all'esterno del negozio. Il costume di stoffa non andava più bene perché alla pioggia si sarebbe impregnato di acqua e sciupato, quindi ne realizzammo quattro utilizzando il cosiddetto "tessuto non tessuto" e li mettemmo sulla tettoia della porta del negozio, accanto alla canalina dell'acqua e sopra la vetrina. Fu un successo strepitoso e del tutto inaspettato: il nostro obiettivo era decorare il nostro negozio per Natale, non certo quello di dare origine a una moda. Ma il telefono squillava di continuo. Noi eravamo intenti a curare i fiori, mentre la gente ci chiedeva i pupazzi di Babbo Natale».

Casini ne vendette tantissimi. «A quei tempi - spiega - li facevamo tutti a mano, armati di spillatrice per cucire e di forbici per tagliare la stoffa: un lavorone. Si vendevano a 50mila lire l'uno. Figuriamoci, ora il kit fai da te costa appena 10 euro».
L'anno dopo, la consacrazione: «La stagione successiva - dice Roberto - abbiamo iniziato già ad agosto a cucire pupazzi. Ne avremmo fatti cento, centocinquanta. Tutti a mano, con tanta pazienza. Ma lo sforzo non fu inutile. Allestimmo persino il centro commerciale "I Gigli", di Campi Bisenzio. Fu a quel punto che la moda scoppiò e si diffuse a macchia d'olio. Abbiamo addobbato tantissime vie, vetrine, negozi, il paese di Borgo San Lorenzo e quello di Sanremo: in queste due occasioni abbiamo dovuto noleggiare un furgone intero per riuscire a trasportare tutti i pupazzi di Babbo Natale preparati».

Poi nel 2002, proprio per ovviare ai problemi di trasporto, è nato il kit fai da te, in collaborazione con una grossa ditta di Mantova che si occupa di articoli natalizi. Visto il successo, la concorrenza negli anni si è fatta avanti e adesso di pupazzi se ne trovano a decine, magari anche "made in China".
Già, perché l'inventore non ha brevettato la sua creatura: «Chiesi informazioni alla Camera di Commercio - spiega - ma venne fuori che sarebbe bastato cambiare anche un piccolo particolare per aggirare il brevetto. Pensai di metterlo sul movimento, ma anche per questo particolare risultò una scelta impraticabile. Peccato, potevo essere milionario».

Nel frattempo Roberto Casini ha lasciato il negozio di fiori e ha aperto il ristorante "La Tavolaccia" in via della Madonna a Pistoia, ma i pupazzi non li ha mai abbandonati. Quest'anno ha addobbato tutta la strada in cui sorge il suo locale e ha ancora il garage pieno di pupazzoni vestiti di rosso pronti ad aggrapparsi a qualche finestra.
Questo Natale però ha riservato a Roberto il più bello dei doni: da quindici giorni è nata infatti la sua prima figlia, Emili.

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di Redazione web