Finanza
Duello tra Berti e Simionato
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Il sindaco Berti con un gruppo di profughiAncora scontro sul trattamento riservato agli immigrati
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PISTOIA. Continua su internet la polemica sul rapporto con gli immigrati nei comuni di Pistoia e Treviso, di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi. A far nascere il caso un intervento della consigliera comunale della Lega Nord, Daniela Simionato, che accusa il sindaco Renzo Berti di aver offeso la città veneta. La leghista attribuisce in particolare a Berti una frase che il sindaco avrebbe pronunciato nel corso di una riunione dei capigruppo nel maggio scorso, e cioè che a Treviso «ai barboni danno fuoco». Simionato si è anche procurata una registrazione della riunione e l'ha pubblicata su Youtube, con la frase, che si sente pronunciata con il sottofondo di qualche risata, che ha finito per scatenare la polemica. Il sindaco di Treviso, Gian Paolo Gobbo, ha scritto al collega pistoiese esprimendo «dolore e turbamento» poichè l'immagine della sua città era stata trasmessa come «primitiva, connotata da atteggiamenti di tipo violento e fortemente razzista». «Speravo che il nostro sindaco si scusasse con i trevigiani, ma non lo ha fatto. Che avesse detto che si trattava di una battuta, ma non lo ha detto. Peggio: ha insistito affermando che in proposito c'era un'ordinanza», afferma la consigliera leghista. Berti, da parte sua, conferma la sua posizione sul suo blog: «So bene che a Treviso non "danno fuoco ai barboni", ma intendevo dire che in quella città e in generale nelle altre a guida leghista non c'è di solito un atteggiamento molto accogliente nei confronti degli stranieri. Dalla reazione di Simionato arguisco che evidentemente mi sbagliavo. Mi scuso quindi, di aver frainteso il pensiero leghista come ostile al rapporto con gli immigrati. Ma invito la Lega a vibrare la sua protesta anche nei confronti di Wikipedia dal cui sito dedicato a Giancarlo Gentili, già sindaco di Treviso e vicesindaco dal 2000 ad oggi, estrapolo: "Gentilini ha acquistato una certa fama per certe sue dichiarazioni xenofobe, omofobe, anti-meridionali e contro la dignità delle donnè"». Nel blog di Berti non manca una frecciata alla Simionato: «Non so quanto titolo abbia la consigliera a rappresentare la Lega Nord visto che siede sui banchi del consiglio comunale dopo essere stata eletta nelle fila di Forza Italia ed aver voltato gabbana strada facendo. «Ma se avesse questo titolo ne sarei felice, visto che in questi anni, come molti altri, ho interpretato la linea politica della Lega come palesemente discriminatoria nei confronti degli stranieri. La sua reazione stizzita ci dice invece che non è assolutamente così. Altrimenti quale potrebbe essere il motivo di tutto questo can can di fronte a una mia considerazione palesemente ironica estrapolata da tutt'altro contesto?». Poi Berti torna su Gentilini: gli risulta che abbia tra l'altro dichiarato «io gli immigrati li schederei a uno a uno. Purtroppo la legge non lo consente. Errore: portano ogni tipo di malattia: tbc, aids, scabbia, epatite». «In occasione della festa della Lega del 14 settembre 2008 - aggiunge il sindaco - Gentilini ha tenuto un comizio in cui ha affermato: "Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari. Io ne ho distrutti due a Treviso"».
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