Sicurezza
Tesi Onlus regala una casa alla Caritas
Elisa Pacini
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La consegna delle chiavi della casa al vescovo Bianchi Sarà gestita per progetti di accoglienza e inclusione sociale per i senza tetto
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PISTOIA. Il passaggio delle chiavi tra Fabrizio Tesi e il vescovo Mansueto Bianchi è l'atto simbolico che ieri ha sancito la donazione di una casa in comodato d'uso gratuito da parte della Fondazione Giorgio Tesi Onlus all Caritas che la userà per progetti di accoglienza e di inclusione di chi non ha un tetto. Si chiamerà «Casa Giampi» in ricordo di Giampiero Gherardeschi, diacono e anima della parrocchia di Badia scomparso nello scorso giugno, che nella sua attività pastorale si è speso a favore dei più deboli. «La nostra piccola fondazione- ha detto Fabrizio Tesi- ha sempre ritenuto la Caritas un soggetto prioritario a cui guardare. Avevamo questa casa e recependo la necessità legata alla mancanza di alloggi, all'aumento degli sfratti, abbiamo pensato di destinarla alla Caritas. La casa sarà in ricordo di una figura a noi cara come Giampiero Gherardeschi». Era stato proprio lui a proporre alla Fondazione di sostenere il progetto della Caritas per tenere aperta anche di sera la mensa «Don Siro Butelli», altro tassello dello stretto legame di solidarietà con la Fondazione che si era anche impegnata per il Fondo Famiglia-Lavoro. «Questa casa- dice il vescovo Bianchi- non porterà solo il nome ma anche il volto e la missione di Giampiero che ha fatto della sua casa e della sua vita, un luogo di accoglienza». Dopo le foto di rito, il vescovo passa le chiavi dell'appartamento, che si trova a Piuvica in via Vecchia Fiorentina, a Marcello Suppressa e questo è il segno che dai primi giorni dell'anno nuovo i quattro posti letti della casa (già arredata dalla stessa Fondazione) saranno pronti ad accogliere chi un tetto non ce l'ha. «Sappiamo che è una goccia nel mare» ha detto Fabrizio Tesi, direttore della Onlus intitolata al padre. «E' dai piccoli gesti che si parte per contaminare gli altri- gli ha risposto Suppressa, ringraziando Tesi e la sua Fondazione per la donazione- questo è un grande segno di speranza ed è un appello concreto alla città. Ci sono molte case chiuse e noi vogliamo ricordare che il problema dell'alloggio, insieme al lavoro, copre il 70% dei problemi per chi viene ai nostri Centri d'Ascolto». Sull'emergenza abitativa, la Caritas da tempo ha alzato la voce richiamando l'attenzione di enti pubblici e privati cittadini. «Di solito- ha spiegato il direttore della Caritas- diamo contributi economici per far rimanere le famiglie nelle case ma quando la morosità diventa alta, è dura. Per questo ci troviamo in una situazione difficile in un contesto in cui l'edilizia popolare è ferma da anni e non ci sono case con affitti alla portata». Casa «Giampi» servirà a gestire le emergenze. Il progetto è inserire per un tempo provvisorio persone che, con un accompagnamento, possano trovare una situazione più adeguata anche tramite borse-lavoro per un reinserimento occupazionale.
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