Nessun colpevole per la morte del piccolo Federico
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«Uno choc emorragico irreversibile, per far fronte al quale, a quel punto, nessuno, né medici né infermieri, avrebbe potuto fare qualcosa di diverso per impedire la morte del piccolo Federico». Così, le parole di uno degli avvocati difensori, Cecilia Turco, riassumono la perizia sulla quale, ieri mattina, il gup del tribunale ha basato il proprio verdetto: nessun colpevole per la tragica fine di Federico Patanìa, il bambino di 6 anni che morì al Ceppo il 14 dicembre 2008, due giorni dopo essersi operato di tonsille. Il giudice dell'udienza preliminare Alessandro Buzzegoli ha assolto il chirurgo che eseguì l'intervento (davanti a lui per essere processato con il giudizio abbreviato) e ha sentenziato il non luogo a procedere nei confronti dell'infermiera e della dottoressa che intervennero per cercare di salvare bambino in preda all'emorragia. Anche il pm, Francesco Sottosanti, in base ai risultati della consulenza tecnica disposta del gup, aveva chiesto ieri il proscioglimento dei tre imputati. Il chirurgo, difeso dall'avvocato Antonio Voce, è stato assolto perché il fatto non costituisce reato; la dottoressa e l'infermiera, difese dagli avvocati Andrea Niccolai e Cecilia Turco, sono state prosciolte perché il fatto non sussiste. Al momento della sentenza erano presenti anche i genitori del piccolo Federico, che erano però usciti dal processo, che li vedeva parti civili, dopo il pieno risarcimento da parte dell'Asl di Pistoia per il danno subito. Hanno accolto con dolore e rammarico la sentenza, per il fatto che il verdetto si è basato su una perizia redatta da dei consulenti per i quali, attraverso i propri avvocati, avevano chiesto la ricusazione. I due periti, deponendo davanti al giudice, hanno spiegato che in alcuni casi (il 3%) un bambino in preda a un'emmorragia no si sveglia, ma continua a dormire inghiottendo il proprio sangue per poi svegliarsi solo quando ormai è troppo tardi. Come sarebbe avvenuto per il piccolo Federico. La tragedia si compì nella notte tra il 13 e il 14 dicembre 2007: il bambino morì soffocato da una copiosa emorragia a 40 ore dall'intervento di asportazione delle tonsille, nel suo letto d'ospedale. La mamma, che dormiva al suo fianco, chiamo immediatamente i soccorsi, ma ogni intervento per strappare il piccolo alla morte fu vano. Sotto inchiesta finirono in otto tra medici e infermieri, compreso il chirurgo che aveva operato il bambino, accusato di aver operato "troopo in profondità". La posizione di cinque di essi fu quasi subito archiviata.
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