Sicurezza
Ferrari e Baldi, non ci fu evasione fiscale
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Nessuna evasione o elusione fiscale. La Commissione tributaria provinciale ha accolto i ricorsi presentati dal presidente della Pistoiese Orazio Ferrari e dell'avvocato Andrea Baldi. Secondo i giudici della prima sezione di Pistoia non avrebbero alcun fondamento le accuse su cui si basa anche gran parte dell'inchiesta della magistratura penale sulla Conad Tirreno, nell'ambito della quale, oltre a Ferrari e Baldi, la scorsa estate furono arrestate presidente, amministratore delegato e dirigente del gruppo. Una branca di un'indagine ben più vasta della Guardia di Finanza di Roma su un giro di evasione fiscale a carattere nazionale da oltre 600 milioni di euro. Il provvedimento di custodia cautelare nei confronti di Ferrari e Baldi fu poi giudicato illegittimo dal tribunale del riesame della capitale.
La sentenza della Commissione tributaria di Pistoia conferma quanto già espresso in settembre da quella di Firenze, chiamata a valutare il ricorso presentato da due soci fiorentini di Ferrari e Baldi. L'Agenzia delle entrate di Pistoia aveva inviato a Ferrari e Baldi un avviso di accertamento relativo al 2004 e al 2005: per entrambi, si sosteneva un reddito non dichiarato pari a 340mila euro ciascuno per il primo anno e di 800mila per il secondo. L'ipotesi è che, in riferimento ad un'operazione immobiliare su un terreno di Montopoli Valdarno, la "Conad del Tirreno fosse la reale beneficiaria della stessa mediante l'utilizzo di società interposte. In particolare, avrebbe posto in essere una serie di operazioni, in tutto o in parte inesistenti, in quanto costruite a tavolino, che hanno avuto come unico scopo un illecito risparmi fiscale».
Tra le società intermediare, anche la Tredil spa, che risultava aver corrisposto a Ferrari e Baldi le cifre in questione. In realtà, nel corso dell'esame del ricorso, non sono emerse prove che dimostrino l'esistenza di rapporti di controllo o collegamento tra le società del Gruppo Tredil e la Conad. Inoltre, il legale di Ferrari e Baldi (Giulio Andreani, del foro di Carrara) ha dimostrato che tali somme non sono state percepite dai due come corrispettivo di servizi prestati (e quindi reddito imponibile), bensì come rimborso di un credito vantato nei confronti della Tredil spa.
Per questo, la Commissione tributaria ha sentenziato l'annullamento degli avvisi di accertamento. Soddisfazione per il verdetto è stata manifestata anche dai difensori penalisti (gli avvocati Astolfo di Amato e Roberto Ubaldi) che rappresentano Ferrari e Baldi nell'inchiesta di Roma, che vede indagate 46 persone. Inchiesta che è stata adesso divisa in due filoni: quello relativo alla maxi-evasione internazionale e quello sul caso Conad Tirreno. Per quest'ultimo si attende a breve l'invio da parte della procura dell'avviso di chiusura delle indagini. M.D.
La sentenza della Commissione tributaria di Pistoia conferma quanto già espresso in settembre da quella di Firenze, chiamata a valutare il ricorso presentato da due soci fiorentini di Ferrari e Baldi. L'Agenzia delle entrate di Pistoia aveva inviato a Ferrari e Baldi un avviso di accertamento relativo al 2004 e al 2005: per entrambi, si sosteneva un reddito non dichiarato pari a 340mila euro ciascuno per il primo anno e di 800mila per il secondo. L'ipotesi è che, in riferimento ad un'operazione immobiliare su un terreno di Montopoli Valdarno, la "Conad del Tirreno fosse la reale beneficiaria della stessa mediante l'utilizzo di società interposte. In particolare, avrebbe posto in essere una serie di operazioni, in tutto o in parte inesistenti, in quanto costruite a tavolino, che hanno avuto come unico scopo un illecito risparmi fiscale».
Tra le società intermediare, anche la Tredil spa, che risultava aver corrisposto a Ferrari e Baldi le cifre in questione. In realtà, nel corso dell'esame del ricorso, non sono emerse prove che dimostrino l'esistenza di rapporti di controllo o collegamento tra le società del Gruppo Tredil e la Conad. Inoltre, il legale di Ferrari e Baldi (Giulio Andreani, del foro di Carrara) ha dimostrato che tali somme non sono state percepite dai due come corrispettivo di servizi prestati (e quindi reddito imponibile), bensì come rimborso di un credito vantato nei confronti della Tredil spa.
Per questo, la Commissione tributaria ha sentenziato l'annullamento degli avvisi di accertamento. Soddisfazione per il verdetto è stata manifestata anche dai difensori penalisti (gli avvocati Astolfo di Amato e Roberto Ubaldi) che rappresentano Ferrari e Baldi nell'inchiesta di Roma, che vede indagate 46 persone. Inchiesta che è stata adesso divisa in due filoni: quello relativo alla maxi-evasione internazionale e quello sul caso Conad Tirreno. Per quest'ultimo si attende a breve l'invio da parte della procura dell'avviso di chiusura delle indagini. M.D.
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