La manifestazione
Liniziativa (senza precedenti) è stata lanciata da Comune, Caritas, Sunia e Cgil
Un aiuto per evitare lo sfratto
Michele Galardini
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Case popolari a Bottegone Sostegni economici a favore degli inquilini in difficoltà
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PISTOIA. Sono tanti i cittadini pistoiesi che nel corso di questi anni hanno ricevuto l'avviso di sfratto a causa di situazioni di morosità incolpevole, cioè causata da fattori non dipendenti dalla loro volontà (mobilità, cassa integrazione, licenziamento, malattie gravi o addirittura decesso di un componente della famiglia). I dati forniti dal Ministero del Welfare parlano chiaro: nell'ultimo anno nella provincia di Pistoia si sono avuti 584 casi di sfratto (130 solo nel comune capoluogo) di cui l'88% a causa di morosità. Un campanello di allarme che il Comune, assieme alla Caritas, all'ufficio pastorale e sociale del lavoro della Diocesi, al Sunia e alla Cgil, ha deciso di contrastare con una misura unica a livello regionale. Ieri mattina è stato, infatti, pubblicato sul sito del Comune il bando, dal valore complessivo di 67.000 euro (52.000 versati dal Comune e 15.000 dalla Caritas), per l'assegnazione di contributi a famiglie residenti in abitazioni private che versano in situazioni di morosità incolpevole, fino ad un massimo di 2.000 euro per ogni nucleo familiare, spalmati su quattro mensilità. Requisito primario per la richiesta di contributo è il tetto Isee attualizzabile (cioè riferito al 2011), che non dovrà superare gli 8.500 euro e che ogni famiglia potrà calcolare gratuitamente rivolgendosi agli uffici della Cgil; al Sunia ci si potrà invece rivolgere per assistenza nella compilazione della domanda di contributi. È proprio il segretario provinciale del Sunia, Davide Innocenti, a spiegare il senso di questa piccola grande manovra. «Questo primo progetto è un esperimento per vedere se ci sono le possibilità per attivare una fase successiva che preveda la costruzione di un sistema di garanzie per ridurre il numero di sfratti». Facendo due calcoli emerge che saranno circa 30 le famiglie in grado di usufruire del contributo e, nel caso il numero fosse eccedente, si opterà per una graduatoria che terrà conto dell'Isee, fino ad esaurimento delle risorse complessive disponibili. Per Paolo Lattari, assessore comunale ai servizi sociali, «sarà necessario in futuro l'apporto di altri tipi di finanziamento, ad esempio da parte degli istituti di credito. Se guardiamo, per esempio, ai contributi erogati dal Fondo nazionale politiche sociali, notiamo come dai quasi 24 milioni di euro del 1999 (convertiti) si sia passati a 678mila euro nel 2011». Non ci sarà un termine temporale ultimo per accedere ai contributi proprio perché «obiettivo del bando - spiega Maria Laura Contini, dirigente ai servizi sociali - oltre a fermare lo sfratto è intraprendere un lavoro con il nucleo famigliare, per capirne i punti di forza e riattivare la vita lavorativa». «Dobbiamo essere rapidi, il decreto è già stato approvato dalla giunta e sarà attivo entro due settimane - ha infine affermato Marcello Suppressa, direttore della Caritas - noi pagheremo la prima mensilità dando così tempo al Comune di organizzarsi burocraticamente e subentrare subito dopo».
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