Sicurezza
I migranti: «Per il momento cè troppa rabbia»
Resta lontano l'incontro tra senegalesi e Casa Pound
◗
La protesta dei senegalesi 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Posizioni ancora lontane, tra Casa Pound e la comunità senegalese di Firenze, sull'incontro chiarificatore chiesto ai migranti dall'associazione di estrema destra, frequentata dal killer Gianluca Casseri. Secondo Casapound vi sarebbero «aperture» da parte dei senegalesi, che hanno dichiarato di volere la chiusura di tutte le sedi dell'associazione. Ma esponenti della comunità del paese africano smentiscono, almeno in parte, che vi siano al momento spiragli per un dialogo: «Un incontro non è escluso, ma tra noi c'è ancora troppa rabbia, è troppo presto per una decisione su questo», spiega uno dei portavoce, Assan Kebe. Ieri Saverio Di Giulio, responsabile fiorentino di Casapound, ha parlato dell'incontro come di «qualcosa di certo»: «C'è solo da definire le modalità, cioè il quando e se si svolgerà in via riservata o insieme alle istituzioni, in forma pubblica, come preferiremmo noi», ha detto. Di Giulio ha spiegato di aver «parlato, a margine di una trasmissione di una tv locale della quale eravamo entrambi ospiti, con Assan Kebe, esponente della comunità senegalese» e di «aver riscontrato in lui la disponibilità ad un incontro». Quanto alla richiesta di chiusura delle sedi effettuata da Diaw, il responsabile dell'associazione della destra radicale la definisce «una dichiarazione frutto di strumentalizzazioni messe in atto dalla sinistra estrema fiorentina». Kebe, però, offre una versione dei fatti diversa rispetto a quella prospettata da Di Giulio. «È vero, ieri abbiamo parlato - spiega - ed in via generale la comunità senegalese non esclude che potrebbe in futuro esserci un incontro con CasaPound. Tuttavia adesso siamo troppo arrabbiati per quello che è accaduto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
