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Pistola carica con altri 6 colpiFirenze città ferita, fiori e lumini accesi

Pistola carica con altri 6 colpiFirenze città ferita, fiori e lumini accesi

Quando Gianluca Casseri è stato sorpreso dalle forze dell'ordine nel parcheggio sotterraneo di San Lorenzo aveva appena ricaricato completamente la sua 357 Magnum. Manifestazioni di solidarietà in diverse città della Toscana

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Quando Gianluca Casseri è stato sorpreso dalle forze dell'ordine nel parcheggio sotterraneo di San Lorenzo aveva appena ricaricato completamente la sua 357 Magnum. La pistola è stata infatti trovata con 5 colpi ancora da esplodere, oltre a quello che il killer si è sparato per suicidarsi. E' quanto hanno accertato gli inquirenti. Casseri, dunque, quando aveva appena sparato ai due senegalesi rimasti feriti al mercato di San Lorenzo era probabilmente intenzionato a sparare ancora e, forse, di compiere un altro raid.

VIDEO CHOC Gli ultimi istanti di vita del killer


Tanto è vero che, dopo aver esploso i colpi della sua arma contro i due aveva nuovamente riempito il tamburo della 357 Magnum. Tuttavia, vistosi scoperto e circondato dagli agenti di polizia e dai carabinieri, non ha sparato contro di loro ma ha rivolto la pistola contro la gola e si è sparato. Nell'auto sono stati trovati inoltre i bossoli dei colpi appena sparati contro i due senegalesi e che il killer aveva rimosso dal tamburo, mentre altri proiettili ancora da usare erano nel marsupio che aveva con sè, e alcune bustine di zucchero che, Casseri, diabetico, aveva conservato.

Aperto un fascicolo sui messaggi web. Con procedura d'urgenza il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi ha aperto un fascicolo sui messaggi che inneggiano sul web agli omicidi dei senegalesi commessi da Gianluca Casseri. Lo ha confermato lo stesso procuratore. Sul web, infatti, fin dai primi omicidi di piazza Dalmazia sono comparsi numerosi messaggi che inneggiano all'azione messa in opera da Casseri. «Sono state avviate le indagini per identificare gli autori di questi messaggi», ha detto Quattrocchi.

Ieri a Firenze. Mazzi di fiori in piazza Dalmazia sul luogo in cui sono stati uccisi i due senegalesi e tra i cartelli uno che esprime solidarietà firmato dagli "ambulanti della piazza". Banchi tutti chiusi invece lungo le strade del mercato di San Lorenzo, dove ieri si è conclusa la tragedia con il suicidio del killer. Su tutti i banchi, uno dei quali gestito proprio da uno dei feriti, lo stesso cartello "No al razzismo oggi si chiude in segno di solidaretà con i colleghi ambulanti senegalesi"."Quello di ieri è stato un momento di follia che non vogliamo veder ripetere", ha detto Claudio Iacovelli, titolare di uno dei banchi oggi chiusi.Nella grande struttura del mercato coperto gli stand che vendono prodotti alimentari sono aperti, ma tutti espongono cartelli contro il razzismo e di solidarietà con le vittime. Fiori sono stati deposti anche davanti all'ambasciata del Senegal, non lontana da San Lorenzo.

IMMAGINI La solidarietà della comunità senegalese a Livorno

Sit-in in piazza Dalmazia. E' andato avanti fino a tarda sera lo 'speakers corner', con il microfono aperto, allestito in piazza Dalmazia a Firenze. Attivato nell'ambito del presidio di solidarietà per le vittime al quale prendono parte centinaia di persone, ha visto finora l'alternarsi di decine di interventi: tra le persone che prendono la parola vi sono stati conoscenti dei due senegalesi uccisi, politici, studenti, partigiani, persone comuni. Oltre ai tanti messaggi di cordoglio espressi dalle persone che si sono alternate al microfono vi sono anche interventi critici contro le istituzioni e la politica. Alcuni hanno attaccato anche l'amministrazione comunale accusandola «di aver sgomberato senegalesi che cercavano solo un tetto per ripararsi appena nei mesi scorsi. Numerosi gli immigrati a prendere la parola, tra questi, tanti senegalesi ma anche algerini, marocchini e peruviani. «Non vogliamo questa politica, non vogliamo le istituzioni, non vogliamo Palazzo Vecchio siamo stufi», ha detto uno dei migranti. Alcuni dell'Associazione Giovani senegalesi fiorentini hanno esposto cartelli per l'integrazione e la solidarietà con scritte come «Firenze è una grande città e la diversità contribuisce a questo valore».

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di Redazione web