Il Tirreno

Pistoia

Non ce l'ha fatta la donna travolta dal Tir

Tiziana Gori
Nella foto in alto la bici con cui viaggiava la vittima Sullo sfondo il Tir
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Nella foto in alto la bici con cui viaggiava la vittima Sullo sfondo il Tir

Un calvario lungo 21 giorni, l'anziana non ha mai ripreso conoscenza

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 PISTOIA. Un calvario durato 21 giorni. Due interventi chirurgici e un quadro clinico sempre gravissimo ma che sembrava lasciare aperta una speranza. Invece Maria Cosola non ce l'ha fatta. La donna di 74 anni trascinata per alcune decine di metri da un Tir in via Francesco Berni, il 22 novembre scorso, è morta ieri mattina all'ospedale del Ceppo. Se n'è andata senza che la figlia, Rossella Capecchi, e la nipote, che vivevano con lei in via Castel dei Frosini, poco distanti dal luogo dell'incidente, abbiano mai potuto parlarci e sapere da lei cosa fosse accaduto in quella terribile mattina di novembre. Quel giorno Maria, com'era solita fare, aveva preso la sua bicicletta e aveva iniziato a percorrere via Berni per raggiungere via Fiorentina.  «Non ha più ripreso conoscenza», spiega Rossella al telefono, il tono di voce quieto, il dolore dignitosamente celato a chi ascolta. Un lungo calvario anche per i familiari, costretti impotenti a confidare in un miglioramento, che non c'è stato, dopo i due interventi chirurgici ravvicinati subìti dalla donna.  Come da prassi, la Procura ha disposto l'autopsia, che sarà eseguita stamani all'ospedale del Ceppo. Dopo, la salma sarà composta e trasferita nelle cappelle del commiato della Misericordia, in via del Can Bianco, in attesa dei funerali, che si svolgeranno domattina alle 9,30. La salma sarà tumulata nel cimitero della Vergine.  «Al mattino - racconta Rossella Capecchi, dipendente postale - mamma era solita prendere la bici e recarsi al Fagiolo per sbrigare qualche commissione o fare colazione al bar pasticceria "Le mille voglie". Una bici elettrica che però, quella mattina, ne sono sicura, non era accesa».  Per legge, devono trascorrere 90 giorni prima che i familiari possano accedere al verbale redatto dalla polizia municipale, che ha eseguito i rilievi dell'incidente. Ha parlato con il camionista che ha investito sua madre? «No», risponde secca la donna.  Maria Cosola conosceva bene quel tratto di strada, lo percorreva quasi quotidianamente. Certo, i lavori in corso alla viabilità hanno creato cambiamenti e possono aver confuso l'anziana, ma su cosa abbia potuto provocare l'incidente Rossella Capecchi non ha avuto modo di farselo raccontare dalla madre. Ad accorgersi del corpo sotto il Tir, trascinato dal camion, è stata una ragazza a bordo di una Fiat Panda, che precedeva il mezzo pesante. Un'occhiata allo specchietto retrovisore e un grido d'orrore. La macchina che si ferma bruscamente da un lato, e la ragazza che richiama l'attenzione del camionista. «Non mi sono accorto di niente», dirà poi lui disperandosi ai vigili urbani.  Maria Cosola è finita sotto il Tir insieme alla sua bicicletta, che è rimasta incastrata sotto il motore (tra la donna e l'asfalto, come uno slittino). Ad estrarla dalle lamiere una gru dei vigili del fuoco, che attraverso un sistema di sollevamento con grandi cuscini gonfiabili, ha alzato l'autoarticolato quel tanto che era sufficiente per togliere l'anziana da sotto senza provocare ulteriori ferite. Quelle riportate durante il trascinamento si sono però rivelate fatali. All'arrivo dei soccorritori Maria Cosola era ancora cosciente, ma in gravissime condizioni, con lesioni alla bocca e al volto e un forte trauma cranico.

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