Sicurezza
«La convenzione non va prorogata»
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Marco Mazzanti, vicesindaco di Quarrata, contrario alla proroga della convenzione a PubliacquaPubliacqua, Mazzanti sfida Gori (che non lo manda alla riunione dell'Ato)
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QUARRATA. «Sono contrario alla proroga della convenzione a Publiacqua per la gestione del servizio idrico». Marco Mazzanti, vicesindaco del Comune di Quarrata, membro della segreteria comunale del Pd e futuro candidato a sindaco per le primarie di gennaio (ancora non dichiarato ufficialmente), si inserisce nel rovente dibattito sulla gestione dell'acqua. Sull'argomento pochi giorni fa si era pronunciata anche la sezione comunale di Sel con una lettera aperta al sindaco in cui ammoniva: «Se il Comune rinnova la proroga, noi lasciamo la maggioranza e tronchiamo i rapporti per un'eventuale alleanza politica elettorale». Ma le dichiarazioni di Mazzanti sono tutte interne al Pd: «La mia posizione di assoluta contrarietà alla proroga di altri 5 anni (fino al 2026) della gestione delle reti idriche a Publiacqua - spiega il vicesindaco - è in linea con quanto affermato dal mio partito, il Pd, che ha aderito al referendum esponendosi per i due sì sui quesiti inerenti alla gestione dell'acqua. È una questione di coerenza con quelle scelte fatte dal mio stesso partito». Ieri mattina si è tenuta la riunione dell'Ato3, ma a rappresentare il Comune di Quarrata non è stato Mazzanti: «E' dal 2007 che per il Comune vado sempre io a queste riunioni - spiega - ma questa volta il sindaco ha delegato qualcun altro». All'ordine del giorno dell'assemblea, comunque, non c'era la decisione sulla proroga della gestione che, probabilmente, sarà discussa a fine anno. «E' chiaro che, allungando la scadenza della convenzione dal 2021 al 2026, Publiacqua avrebbe la garanzia di maggiori risorse e quindi potrebbe proporre più interventi sul territorio. Ma il 2021 è tra 10 anni e credo quindi che ci sia tempo sufficiente per riflettere e organizzarsi sul da farsi. Va poi tenuto presente del risultato del referendum in cui i cittadini si sono espressi chiaramente. Un amministratore, per essere tale, deve tener presente questa volontà popolare. Credo, inoltre, che non possano essere i piccoli Comuni a decidere come muoversi: a livello regionale è in discussione una proposta di legge per il ripensamento degli Ato e della gestione dell'acqua. Penso quindi che prima di decidere si debba attenere la presentazione di questa proposta».
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