La protesta
Il vescovo alla Breda sprona i lavoratori
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Monsignor Bianchi E assicura: scriverò al ministro Corrado Passera
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PISTOIA. Parole forti, tutt'altro che scontate, quelle pronunciate da monsignor Mansueto Bianchi durante l'omelia della messa celebrata nello stabilimento AnsaldoBreda di via Ciliegiole. Bianchi ha auspicato «un colpo di reni» contro la rassegnazione di chi dà per persa la battaglia contro la vendita del gruppo ferroviario. Ha anche insistito sulla difesa dei diritti dei lavoratori, che «non sono privilegi o concessioni elargite da qualacuno, che si possano a piacere revocare». Ma di fronte a circa cinquecento persone radunate sotto le volte di via Ciliegiole, Bianchi è stato esplicito sull'obbligo di «puntare sulla effettiva competenza e stabilità di chi riveste ruoli direttivi e di responsabilità, evitando errori che provengano da incapacità, inadeguatezza, dalla fuga dei cervelli, da frequenti cambiamenti al vertice che imprimono orientamenti diversi e talora contraddittori». E ha chiesto di «fare sempre più spazio non a clientele e appartenenze ma al merito, alla competenza, all'onestà e alla passione che rappresentano un patrimonio impagabile per questa azienda». Infine ha ricordato la necessità di «arginare l'ingerenza politica, quella più deleteria, che ha portato talora a considerare la Breda come bacino di clientele elettorali o come sistemazione di notabili provenienti da militanza politica». Naturalmente l'omelia del vescovo è partita dai temi del vangelo della domenica e dall'imminenza della festività del Natale. Bianchi ha precisato di voler raccontare il Natale «raccontato da Gesù al mondo, a ogni persona» in ogni epoca: «i ciechi vedono, gli zoppi camminano, i sordi odono, ai poveri viene data una buona notizia». E prima della benedizione, non è mancato l'augurio. Parafrasando l'antico saluto degli ebrei in esilio ("l'anno prossimo nella terra di Israele") il biblista Bianchi ha salutato con un «l'anno prossimo di nuovo in Breda» per riaffermare «il coraggio della speranza, del non lasciarsi andare, di operare iniziativa capaci di aprire la strada verso il futuro». Conclusa la celebrazione eucaristica il vescovo si è brevemente incontrato sia con i lavoratori che con la dirigenza di AnsaldoBreda. Introdotto dal coordinatore Yuri Citera, l'incontro con le Rsu si è svolto alla presenza di numerosi sindacalisti che hanno consegnato a monsignor Bianchi un documento con le loro richieste. «Vogliamo conoscere il nostro futuro» hanno detto precisando di vivere in una azienda «completamente congelata» e con il fermo delle commesse. «Comprendiamo le esigenze di risanamento - hanno aggiunto - ma chiediamo uno sforzo per rimettere in moto un vero piano nazionale dei trasporti»: da qui la richiesta del coinvolgimento diretto da parte del neo-ministro Passera. E monsignor Bianchi, pur ribadendo che alla Chiesa non spetta un ruolo tecnico ma morale, ha annunciato la sua intenzione di rivolgersi direttamente proprio al ministro Corrado Passera (Sviluppo economico, infrastrutture, trasporti). «Dalla crisi - ha precisato - si esce tutti insieme». Concetto che il vescovo ha ribadito anche nel successivo incontro con il management aziendale: presenti l'ad Maurizio Manfellotto, il presidente Alberto Rosania, il direttore relazioni esterne Francesco Butini, il direttore del personale Carlo Cremona.
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