Il Tirreno

Pistoia

Trasloco da Abetone e Cutigliano alle meno fredde Sambuca e Marliana

I 47 profughi fanno le valigie ma resteranno in montagna

I profughi del Mali a Pian degli Ontani e un immigrato durante la festa degli alberi a Cutigliano
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I profughi del Mali a Pian degli Ontani e un immigrato durante la festa degli alberi a Cutigliano

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 ABETONE. Sacco in spalla, qualche indumento caldo in più rispetto all'arrivo, ed un certo senso di sbandamento. Sono partiti tutti, a scaglioni fra martedì e mercoledì, i 47 profughi maliani e nigeriani che, per circa 2 mesi, hanno soggiornato all'Ostello della gioventù di Abetone e al Villaggio Cimone di Pian degli Ontani. La partenza non giunge inattesa, ma rispetta gli accordi definiti col Prefetto e la regione Toscana. I Comuni ospitanti, infatti, si erano impegnati a patto che le due strutture ricettive fossero liberate entro il 10 dicembre, in tempo per l'arrivo delle prime settimane bianche.  Gli africani, comunque, non si sono allontanati dalla montagna. Un gruppo di 28 è partito martedì da Abetone diretto a Sambuca Pistoiese e alla Collina. I 14 del Villaggio Cimone, invece, si sono riuniti coi restanti 6 di Abetone per essere trasferiti in due appartamenti a Montagnana (Marliana). Adesso che tutto è finito, viene spontaneo tirare una linea e fare un resoconto sulla prima esperienza di accoglienza profughi per le piccole comunità di Abetone e Cutigliano.  «Il bilancio non può essere che positivo - esordisce Federico Bonechi, responsabile della potezione civile di Cutigliano - gli ospiti del Villaggio Cimone non hanno dato problemi, tranne le prime di difficoltà di adattamento al luogo freddo e circondato da castagneti. La soddisfazione più grande è stata di farli partecipare a momenti di vita delle comunità locali».  Il riferimento è alle varie attività ludiche che, grazie all'impegno dell'Opera giovanile Giorgio La Pira, l'amministrazione comunale, le forze dell'ordine, gli alpini e il parroco padre Paul, hanno coinvolto i 14 profughi favorendo l'integrazione coi locali.  «Gli abitanti si sono dimostrati aperti a dispetto dell'iniziale titubanza - prosegue Bonechi - devono esserne fieri. Mi dispiace di non aver potuto coinvolgere gli ospiti in vere attività lavorative: due mesi non bastano per attuare grandi progetti e risolvere le lungaggini burocratiche». I ragazzi hanno già espletato la fotosegnalazione, ma lo status di rifugiato politico richiede ancora tempo. Soddisfatti anche il presidente della Giorgio la Pira che parla di «esperienza formativa per i giovani membri dell'associazione» e il sindaco di Abetone Giampiero Danti che ringrazia i cittadini per la solidarietà dimostrata agli ospiti regalando loro scarpe ed indumenti contro il freddo.

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di Redazione web