La manifestazione
Dussmann, la Cisl non ci sta
Francesco Albonetti
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Aniello Montuolo segretario della Fisascat-Cisl Cgil e Uil firmano l'accordo, la Cisl no: «Asl e azienda poco chiare»
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PISTOIA. «Manca chiarezza sulla vicenda Dussmann e a queste condizioni l'accordo non lo abbiamo firmato». La Cisl non è per niente soddisfatta della soluzione adottata per i 165 dipendenti - quasi tutti donne - della multinazionale tedesca che, per conto dell'Asl 3, ha in appalto i servizi di pulizie per gli ospedali di Pistoia (102 lavoratori) e di Pescia (63). Ricordiamo che su 29 di loro gravava la spada di Damocle della mobilità, ma il licenziamento è stato, almeno per ora, scongiurato da un accordo sindacale - firmato solo da Cgil e Uil - che prevede la cassa integrazione per un anno, finanziata dalla Regione, per il 16% delle lavoratrici di Pescia (14 persone) e il 13% di Pistoia (15 persone). La Dussmann Service ha preso in appalto il servizio delle pulizie dei due ospedali nel febbraio scorso, subentrando al Consorzio Evolve. «La morale è che l'Asl doveva tagliare sui costi e Dussmann ha scaricato il problema sui dipendenti - dice Aniello Montuolo, segretario provinciale della Fisascat Cisl - Ora la percentuale delle ore in esubero, quindi lavoro e personale da tagliare, annunciata inizialmente è stata ridotta dopo la trattativa coi sindacati, ma con una soluzione che non si riesce a comprendere e non è stata spiegata, anche alla luce di quello che ci raccontano la lavoratrici. Innanzitutto, si parlava di abbattimento di alcuni servizi, ma questo non risulta. Anzi, ci risulta che certi servizi siano addirittura aumentati, soprattutto a Pescia». Secondo l'esponente della Cisl, se l'accordo prevede la cassa integrazione, «non è ancora chiaro che sia stata interrotta la proceduta di mobilità, anticamera del licenziamento, perché la cosa non è così automatica. La lettera dove siu annunciava l'avvio della procedura non è stata ritirata». Montuolo fa notare come quasi tutte le lavoratrici abbiano contratti part-time e quegli orari sono stati in molti casi «cambiati senza essere concordati coi lavoratori. Ci risulta che, addirittura, siano stati impiegati lavoratori esterni per le pulizie degli ospedali, personale prelevato da altri appalti della Dussmann per conto dell'Asl dell'Asl». La Cisl chiede chiarezza in particolare alla direzione dell'Asl, a cui ha chiesto un incontro. E alla Dussmann di uscire allo scoperto e «di fare fronte comune col sindacato, perché questa situazione è una conseguenza del meccanismo del gioco al ribasso che sta caratterizzando gli appalti all'Asl e in altri enti, in cui le regole vengono cambiate anche nel corso dell'appalto».
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