Il Tirreno

Pistoia

«Breda, vendere non è una sciagura»

Roberto Bartoli
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Roberto Bartoli

Roberto Bartoli torna sul futuro dell'azienda ferroviaria «Non sono io che faccio dichiarazioni elettoralistiche»

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 PISTOIA. A fare interventi a fini elettoralistici sono quelli che continuano a ripetere no alla vendita di AnsaldoBreda. Roberto Bartoli, candidato Pd alle primarie di coalizione per la corsa a sindaco, replica così alla critica del portavoce dell'Rsu di via Ciliegiole, Juri Citera, a proposito delle valutazioni di Bartoli sulla possibile vendita. Secondo Bartoli dietro llo slogan "la Breda non deve essere venduta" si nascondono «le problematiche, assolutamente drammatiche che affliggono non solo AnsaldoBreda, ma l'intera Finmeccanica».  «Io - continua Bartoli - mi sto battendo per una politica fatta di responsabilità e di capacità di stare al merito delle cose. La drammaticità della situazione è presto detta: la Breda, patrimonio dell'intera città di Pistoia, secondo le ultime anticipazioni perderà nel 2011, 200 milioni di Euro, che sommati alle perdite dei precedenti sei esercizi portano l'ammontare complessivo alla incredibile cifra di 960.000.000 circa». Pessimi anche i dati di bilancio di Finmeccanica.  «Si può ancora pensare - continua - che il devastato bilancio statale, a causa del quale sono stati nuovamente imposti a tutti i cittadini italiani pesanti sacrifici, possa continuare a sopportare anche il peso di attività industriali in rosso? E' da anni chiaro che la Breda necessita di un profondo piano di riorganizzazione industriale. Sono anni che lo sento ripetere, sono anni che i vertici dell'azienda prevedono almeno il pareggio di bilancio per l'esercizio in corso. Nulla di tutto questo è accaduto. Ed allora mi chiedo, nell'ottica di preservare questo essenziale polo industriale della nostra provincia se non sarebbe più opportuno iniziare a porsi la domanda se AnsaldoBreda sia un'azienda che attualmente è in grado con le sole proprie forze di stare sul mercato internazionale... Mi chiedo perciò se, piuttosto che usare slogan, le parti sociali e le istituzioni pistoiesi non dovrebbero al contrario, nella situazione sopradescritta, iniziare a manifestare una disponibilità verso eventuali investimenti esteri».  Secondo Bartoli «se malauguratamente il patrimonio della Breda andasse disperso dovranno essere chiamati alle proprie responsabilità tutti coloro che in questi ultimi anni hanno preferito non vedere non sentire e non parlare».

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