Sicurezza
Preoccupano i progetti la ex Radicifil e limpianto di Montale
«Smog invece del lavoro»
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Protesta contro linceneritore Legambiente contro centrale a turbogas e inceneritore
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PISTOIA. Nuova presa di posizione di Legambiente contro la costruzione della centrale a turbogas nell'area della Radicifil e al raddoppio dell'inceneritore di Montale. L'associazione fa riferimento ai dati illustrati nell'assemblea al Bottegone da Marco Cervino, fisico ricercatore dell'Università di Bologna, e ricorda che «il progetto della centrale prevede l'utilizzo di 250.000 metri cubi digas metano all'anno, finalizzato alla produzione di energia elettrica capace di soddisfare il bisogno di energia di più di 500.000 persone. Metà dei metri cubi bruciati produrrà energia elettrica l'altra metà, 125.000 mc, se ne andrà parte in fumo parte in calore non sfruttabile dai vivai della piana. Quindi solo metà del gas consumato servirà alla produzione dell'energia elettrica». Allo stesso tempo, aggiunge Legambiente, emetterà ogni anno nell'atmosfera «polveri sottili per 358 tonnellate così suddivise: 179 tonnellate di ossido d'azoto e altrettante 179 tonnellate di monossido di carbonio. Chi si aspettava un reimpiego della manodopera licenziata dalla Radicifil dovrà ricredersi perché, secondo il fisico Cervino, la macchina richiederà, quando sarà in servizio, non più di 20 persone, di cui 15 ingegneri, un portiere, un giardiniere, un centralinista telefonico. Altro che reimpiego del personale Radicifil riconvertito da un corso interno d'aggiornamento». Mentre la costruzione della centrale sfrutterà, pur modificandola, l'area della Radicifil, si richiederà - prosegue Legambiente - «la costruzione ex novo della centrale elettrica ad essa collegata, costruzione che occuperà un ettaro e mezzo di terreno in prossimità di Masiano, inficiando l'uso di ancora altro terreno all'intorno. La quantità di inquinamento dovuto alle polveri sottili prodotte da questa centrale si dovranno sommare all'inquinamento già esistente nella piana, che è stato misurato assai di recente, e che tocca e supera troppe volte in un anno i limiti stabiliti per legge (limiti già piuttosto alti). «Inquinamento più volte attribuito all'inceneritore di Montale, che ora vogliono raddoppiare invece di incrementare la raccolta differenziata col porta-a-porta che attualmente non supera il 20-25%, e al traffico di troppe strade molto frequentate, prima fra tutte l'autostrada A11. Anche se i vari tecnici, nel recente convegno in sala Maggiore, hanno tentato di minimizzare addebitando l'inquinamento a varie cause, sta di fatto che la piana è tutto all'infuori che salubre». Per questi motivi Legambiente è contraria «ad ogni azione in merito al raddoppio dell'inceneritore e alla costruzione della centrale a turbogas finchè le condizioni rimarranno quelle attuali».
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