Il Tirreno

Pistoia

La novità contenuta nella manovra Monti scatterà dal primo gennaio del prossimo anno

Risparmiatori nel mirino

Finanzieri durante un controllo (archivio)
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Finanzieri durante un controllo (archivio)

Controlli su quasi 200mila correntisti della provincia

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 PISTOIA. Una copia dell'estratto conto all'intestatario e una al Fisco. E la privacy va in pensione (almeno lei, dirà qualcuno). Con la nuova manovra saranno passati al setaccio i movimenti bancari di tutti i 188mila risparmiatori della provincia. Il Grande Fratello, già in onda per coloro che erano sospettati di evasione fiscale, ora si accende anche per tutti gli altri, senza distinzioni di cifre e redditi.  Tutta colpa dell'articolo 11 della manovra Monti, "Emersione di base imponibile", che stabilisce che tutti i movimenti su risparmi e portafogli finiranno nel cervellone del Fisco a partire dal 1º gennaio 2012. Cade dunque anche l'ultimo muro eretto a difesa della riservatezza del cliente e del segreto bancario.  L'anagrafe. La lista dei conti correnti esisteva già dal 2005, da quando cioè banche e intermediari sono obbligati a segnalare gli estremi dei nuovi rapporti e di quelli che vengono chiusi.  I controlli. Finora veniva individuato il contribuente da controllare e, dietro autorizzazione del direttore regionale dell'Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza, venivano acquisite le movimentazioni effettuate in un determinato periodo di tempo su conti correnti e rapporti, mediante una richiesta agli intermediari finanziari. Il controllo su conti correnti e depositi dunque era previsto, ma come conseguenza di un accertamento. Per la verità già la manovra della scorsa estate del governo Berlusconi aveva introdotto delle novità, spalancando le porte al Fisco, che aveva la possibilità di accedere all'anagrafe anche solo per elaborare specifiche liste selettive di posizioni anomale, per esempio di quei contribuenti che hanno un numero elevato di conti o altri rapporti. Ma poi è arrivata la manovra Monti, che è andata oltre.  Cosa cambia. Dal 1º gennaio invece saranno proprio questi movimenti sui conti, visibili anche senza alcuna autorizzazione, che consentiranno di individuare chi controllare, o anche di contestarli a chi ha in corso un controllo. Tutto previsto dall'articolo 11 della manovra, che stabilisce l'obbligo per gli «operatori finanziari di comunicare periodicamente all'anagrafe tributaria le movimentazioni dei rapporti» intrattenuti con la clientela «ed ogni informazioni relativa ai predetti rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali, nonché l'importo delle operazioni finanziarie».  Le conseguenze. Dunque i rendiconti periodici di conto corrente, depositi, titoli, carte di credito e di tutti i movimenti bancari finiranno nel database del Fisco. Sarà poi un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate - come stabilisce il comma 3 dell'art. 11 - sentite le associazioni di categoria degli operatori finanziari, a stabilire le modalità di comunicazione.

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