Il Tirreno

Pistoia

Massoni della montagna uniti per celebrare il 60º della loggia «Una tradizione di solidarietà»

A.S. - E.V.
I massoni nel momento degli inni di Mameli e d’Europa
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I massoni nel momento degli inni di Mameli e d’Europa

Al ristorante Cacciatore seconda uscita pubblica dopo quelle del 2001 Tra gli affiliati un ex sindaco, ma i politici di adesso snobbano l'invito

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 S.MARCELLO. Salone stracolmo nell'albergo il Cacciatore per la seconda uscita pubblica della loggia massonica di San Marcello "Carmignano Carmignani". L'occasione erano i 150 anni dell'Unità d'Italia e il 60º della costituzione della loggia nel capoluogo montano. Le riunioni della loggia si svolgono almeno una volta al mese a Pistoia e gli affiliati sono 15: si chiamano "fratelli" e il loro usuale saluto sono tre baci. Il maestro venerabile della loggia di San Marcello è l'architetto Salvatore Rondine.  Secondo il regolamento interno, può rimanere in carica un anno o più. Al tavolo della loggia n. 475 del Grande Oriente d'Italia erano presenti l'architetto di Campo Tizzoro Roberto Prioreschi, l'ex sindaco dell'Abetone Marcello Fontana, l'ex assessore del comune di San Marcello Enrico Tordazzi e l'attuale maestro venerabile Rondine. La loggia aveva invitato tutti gli esponenti politici della montagna, ma nessuno si è presentato, mentre c'erano molti componenti di altre logge massoniche della Toscana.  Inno d'Italia, cantato nelle versione completa, e inno d'Europa, hanno aperto il dibattito, una «riunione dal taglio colloquiale» presentata da Marcello Fontana. Perchè una loggia massonica a San Marcello? Questo il tema dell'intervento di Enrico Tordazzi, secondo cui «già sul finire dell'800 sulla montagna si era sviluppato quel pensiero umanistico, portatore di fermenti culturali, di libertà, tolleranza e democrazia, che non guarda al credo politico o religioso o alla razza e rigetta gli estremismi di ogni genere. Precedenti si ritrovano già nelle opere di Ximenes: il ponte della Lima, distrutto dai tedeschi nel'44, riportava simboli tipicamente massonici. La loggia è intitolata a Carmignano Carmignani, un pisano che venne a conoscere per motivi di lavoro il paese di Campo Tizzoro pur abitando a Pistoia.  «Muore nel 1949 - prosegue il Tordazzi - la loggia viene a lui intitolata il 30 agosto del 1951. In montagna nel secondo dopoguerra era un fiorire di attività imprenditoriali, il pensiero filosofico e morale era alto, l'esistenza della loggia era ed è tuttora rivolta alla solidarietà e all'aiuto dei più bisognosi. Di recente abbiamo inviato 500 euro agli alluvionati di Aulla e fatta altra beneficenza».

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di Redazione web