Sicurezza
«Lasciateci liberi di scegliere»
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Daniela Belliti L'avvocato Bujani replica alla lettera di Daniela Belliti che chiedeva un passo indietro a Cecilia Turco
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PISTOIA. Non è ovviamente passata inosservata la lettera aperta con cui Daniela Belliti, ex segretario provinciale del Pd, ha sollecitato un passo indietro di Cecilia Turco dall'annunciata possibile candidatura di quest'ultima alle primarie del centrosinistra per la corsa a sindaco. Daniela Belliti, ricordando che tre anni fa era stata lei stessa a spingere la Turco a candidarsi alle primarie del 2009 per la presidenza della Provincia (poi perse contro Federica Fratoni), ha scritto che stavolta la sua discesa in campo intralcerebbe le istanze di rinnovamento, rappresentate dalla candidatura di Samuele Bertinelli. Il primo a replicare pubblicamente è stato l'avvocato Ermanno Bujani. «Anch'io - come tanti altri - sono stato sostenitore di Cecilia - scrive Bujani - nelle primarie per la Provincia pur essendo amico anche di Federica Fratoni e, subito dopo l'esito, ho appoggiato la attuale presidente nella corsa elettorale amministrativa. Oggi sono ancora sostenitore della candidatura dell'amica Cecilia Tuirco per sindaco, pur stimando sia Bertinelli sia gli altri concorrenti che si presenteranno nella competizione». Bujani assicura che «una volta concluse le primarie, il giorno dopo, sarò a disposizione per la campagna elettorale in appoggio a chi sarà indicato dalla maggioranza della coalizione e dei cittadini partecipanti per la corsa a sindaco, a prescindere dalla mia preferenza qui manifestata». L'avvocato ricorda che «questa é la logica della democrazia e delle primarie, se non vogliamo ridurre lo strumento a semplice "forma" o meglio ad una sorta di perpetuazione del sistema della vecchia politica che, al tempo delle preferenze, mandava gli elettori a votare con il bigliettino in mano». Per cui «sovraccaricare le candidature di aggettivi e di significati, non rappresenta il "nuovo" ma anzi é un modo "vecchio" di fare politica dall'alto, che riduce la competizione non a momento di confronto di idee e di progetto di città, bensì a ratifica, più o meno plebiscitaria, di scelte di gruppi o di partito... I cittadini dovranno essere attratti e spinti a partecipare in modo che lecadidature possano essere scelte in base al merito e al progetto politicoproposto dai singoli candidati, guardandoalla credibilità delle persone in lizzamolto più che ai maggiorenti o personaggi che sono dietro e le appoggiano. Solo così, e non con la autoreferenzialità si avrà quel rinnovamento della politica cui aspira Daniela Belliti (e non solo)».
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