Il Tirreno

Pistoia

Acque agitate nel consiglio della Fondazione Caripit ma al voto vince Paci

Luca Iozzelli
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Luca Iozzelli

L'avvocato Bujani ha riproposto la creazione di commissioni permanenti sui temi più importanti

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 PISTOIA. Chiamarla guerra sarebbe decisamente esagerato. Non foss'altro perché negli ovattati ambienti della Fondazione Cassa di risparmio si è abituati ai toni bassi.  Ma indubbiamente la riunione del consiglio generale della Fondazione del 6 dicembre scorso animata lo è stata. Una parte minoritaria dell'organo, che aveva come portavoce l'avvocato Ermanno Bujani, ha rilanciato la proposta di creare all'interno del consiglio (costituito da 24 persone) delle commissioni permanenti, che assicurino un più fluido rapporto con il vertice dell'ente.  Nel dibattito sono emersi riferimenti alla lunga trattativa che ha visto protagonista il presidente Paci da una parte e banca Intesa Sanpaolo dall'altra sui futuri assetti della Caripit (di cui il colosso del credito e la stessa Fondazione sono azionisti). Nessuno - bene chiarirlo - ha eccepito sul risultato finale della trattativa, che ha aperto nuovi spazi di sviluppo alla Caripit verso la costa. Al momento di votare, però, un documento che riaffermava piena fiducia nel lavoro dei vertici dell'ente ha incassato una larga maggioranza e solo 5 voti contrari.  Secondo alcuni consiglieri l'episodio è un indicatore della fibrillazione che cresce all'interno dell'ente, in vista soprattutto della successione all'attuale presidente Ivano Paci. Tra i candidati più accreditati si fanno i nomi proprio di Ermanno Bujani, ma anche dell'attuale vicepresidente Luca Iozzelli, di recente chiamato ai piani alti della Fondazione in sostituzione di Giuliano Gori

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