Il Tirreno

Pistoia

Picchiati e rapinati in casa

Marta Quilici
Da sinistra la villetta dei De Ieso e l’imprenditore: in casa insieme alla moglie racconta l’aggressione subita
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Da sinistra la villetta dei De Ieso e l’imprenditore: in casa insieme alla moglie racconta l’aggressione subita

Agghiacciante aggressione di notte a un imprenditore

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 PISTOIA. La moglie a fianco che dorme, nelle camerette le due amate figlie immerse nel sonno.  Una figura ai piedi del letto, un'ombra nera che ti sveglia di soprassalto brandendo una spranga di ferro. Sembra la scena di un film dell'orrore, invece è quello che è accaduto ieri notte a un imprenditore di Olmi.  Quattro malviventi sono entrati, intorno alle 4, nella villa della famiglia di Rinaldo De Ieso, un industriale tessile quarratino che ha la ditta nella zona di via Brunelleschi.  È stata una rapina choccante, culminata con una aggressione: De Ieso è stato colpito a un braccio e alla testa con una spranga di ferro.  Al pronto soccorso gli è stato diagnosticato il distacco del vitreo all'occhio destro e cinque giorni di prognosi.  In casa c'erano tutti: lui, la moglie e le loro due figlie, Alessandra di 21 anni e Daniela di 14.  I banditi, armati di spranghe e di coltelli presi nella cucina della casa, non si sono fatti impietosire neppure dalla ragazzina, che hanno minacciato puntandole contro una delle lame.  Hanno portato via 5 o 6 mila euro dalla cassaforte, gioielli di famiglia, oggetti elettronici di valore e persino la Mercedes nuovissima parcheggiata nel giardino.  Erano in quattro. Incappucciati.  Sono entrati dalla porta sul retro, forzando la serratura.  Hanno passato in rassegna tutto il piano terra, hanno rovistato un po' dappertutto trafugando quel che trovavano: ori di famiglia, collanine e persino le macchine fotografiche e i cellulari.  Poi si sono diretti verso la cassaforte, ma non sono riusciti ad aprirla.  Così hanno deciso di svegliare la famiglia.  Fino a quel momento nessuno dei De Ieso si era accorto di niente.  I quattro sono saliti al primo piano, diretti verso la camera matrimoniale.  A raccontare quei terribili momenti è l'imprenditore, ancora scosso per ciò che è accaduto. «Da poche ore - spiega - era tornata anche mia figlia più grande da Torino. Era buio e ai piedi del letto ho visto un uomo incappucciato che mi stava svegliando. Non vedevo niente: il volto era completamente coperto da un passamontagna scuro che lasciava scoperti solamente gli occhi, color celeste ghiaccio. L'accento era straniero. Forse dell'est. Nella mano aveva un bastone di ferro, uno di quei tondini che si usano anche nell'edilizia. Io, per reazione, ho iniziato a tirare i calci per rimandarlo indietro. Adesso posso dire che è stata una mossa avventata.  «Non la rifarei. Ma in quei momenti, tra il sonno e la veglia, con un'ombra armata che ti desta nel cuore della notte, la reazione è venuta spontanea. Per due volte l'ho rigettato indietro. Poi mi ha colpito. Mi ha tirato un colpo al braccio e uno alla testa. In camera c'era anche un altro uomo, anche lui incappucciato, che teneva il coltello puntato contro mia moglie per non farla alzare dal letto».  Le urla che provenivano dalla stanza dei genitori hanno svegliato Daniela, la figlia più piccola: «Si è svegliata - ha raccontato la madre - e voleva venire verso camera nostra, ma un terzo complice l'ha bloccata, puntando un coltello pure contro di lei. Un altro bandito ancora era davanti alla porta di camera dell'altra mia figlia. Stavano tutti zitti. Parlava solo uno dei quattro, con un accento straniero. Gli altri dicevano solo "shh, shh" per farci stare in silenzio».  Il padrone di casa è stato quindi costretto ad aprire la cassaforte. Dentro c'erano soldi che i ladri si sono portati via, insieme ai cellulari, i gioielli e l'auto: «Era una Mercedes nuovissima - racconta l'industriale - l'avevo comprata a fine settembre. Neppure tre mesi fa. Hanno rubato anche alcune collanine, qualche ricordo di famiglia, le macchine fotografiche e i cellulari: due erano dei Blackbarry, piuttosto costosi».  De Ieso è un imprenditore tessile: è il titolare della Delbi Fibre srl. Gestisce l'azienda insieme alla moglie e al fratello, Salvatore.  La sua è una famiglia riservata, di gente che ha sempre lavorato e che ha costruito la propria vita con i sacrifici. In una notte, di colpo, si è vista profanare la casa e portar via quei beni guadagnati negli anni.  «Avevamo iniziato a fare l'albero di Natale - continua De Ieso -. Oggi non abbiamo potuto terminare, ma nei prossimi giorni lo faremo. Purtroppo episodi come questi ti lasciano dentro un turbamento difficile da raccontare. Poi c'erano anche le ragazze in casa.  «La cosa peggiore è pensare che sia stata gente che ci studiava da tempo. Che sapeva dove mettere le mani. Guarda caso, l'unico quadro che hanno spostato è quello dietro a cui teniamo la cassaforte. Speriamo che le forze dell'ordine riescano a prendere questi malviventi, perché non facciano più danni ad altre famiglie. Noi abbiamo subito chiamato i carabinieri».  

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