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Dopo 50 anni scattano i controlli ai fossi pericolosi di Casalguidi

Dopo 50 anni scattano i controlli ai fossi pericolosi di Casalguidi

Video-ispezioni e ripulitura dei letti "tombati" Per l'operazione la Regione ha finanziato 90mila euro

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 CASALGUIDI. Dopo 50 anni di mancati controlli scattano le video-ispezioni per i fossi tombati di Casale e San Biagio. I corsi d'acqua, secondo uno studio idrologico-idraulico del 2006, in caso d'esondazione rappresenterebbero una sicura minaccia per il territorio casalino. «Stiamo dormendo sopra una bomba idraulica a orologeria» aveva denunciato a novembre il capogruppo d'opposizione Alessio Gargini.  Il consigliere di centrodestra ha portato la questione anche di fronte all'assemblea comunale. «Entro la fine di gennaio - spiega oggi l'assessore Graziano Rafanelli - avremo il dato preciso sullo stato dei fossi. Se verranno riscontrati problemi di intasature - assicura - la ditta incaricata del controllo (una società specializzata dell'Emilia Romagna, ndr) provvederà alla ripulitura dei corsi d'acqua tombati». Si tratta di lavori di somma urgenza che godono già di una copertura finanziaria. L'ispezione, «facilitata dai diversi portelli esistenti lungo i fossi», verrà concentrata in poco meno d'un chilometro di lunghezza: quello che da via Repubblica scende verso viale Europa (altezza del circolo Milleluci).  Secondo lo studio del 2006, rispolverato da Gargini, nel caso in cui si verificasse l'evento piovoso massimo previsto in vent'anni, e quindi l'esondazione del fosso di Casale e del piccolo affluente di San Biagio, le piazze Vittorio Veneto e Gramsci, le vie Don Minzoni, Februari, Chiti, Martiri della libertà, Bugigattoli, Fucini, Fratelli Cervi, Borsellino e Falcone, parte delle abitazioni di via Dante Alighieri, Borgo di Paoletto e via San Biagio subirebbero gravi danni. Il rischio più grande viene proprio dai canali coperti che, dopo anni e anni di incuria, potrebbero essere ostruiti.  «Anche se non è mai successo niente - spiega l'assessore ai lavori pubblici - come amministrazione riteniamo opportuno intervenire». Nella prossima primavera inoltre sono in arrivo anche la manutenzione - con ripulitura dei letti e taglio della vegetazione - del Rio delle Cavallecce (a monte del ponticino di via Bugigattoli) e la riarginatura del Rio della Foretta (zona viale Europa). «Per la messa in sicurezza di questi corsi d'acqua abbiamo ottenuto dalla Regione un finanziamento di 90 mila euro - dice Rafanelli -, oltre ai 16mila già impegnati direttamente dal Comune. I soldi ci sono - continua - ma siamo fermi a causa del patto di stabilità».  Le opere infatti avrebbero già dovute essere ultimate nel settembre scorso e invece, nella migliore delle ipotesi, slitteranno ai primi caldi del 2012. «Gli interventi - continua l'assessore - segneranno anche il passaggio del Rio delle Cavallecce e della Foretta da "acque non classificate" a "classificate", di competenza, quest'ultime, provinciale». Sulla manutenzione straordinaria del fosso di Casale infine - tratto non coperto - il confronto tra Comune, Consorzio Ombrone e Provincia è in corso.

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