Il Tirreno

Pistoia

Presa di posizione della Diocesi nel caso del circolo sfrattato da S. Pierino

Dialogo, ma l'Mcl ha sbagliato

Dialogo, ma l'Mcl ha sbagliato

«Il contratto andava rispettato», però si cerca una ricucitura

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 PISTOIA. Confronto sì, ma non senza rimarcare che la posizione dell'Mcl nel caso di San Pierino è sbagliata. Prende posizione la Diocesi che, attraverso l'ufficio di comunicazioni sociali, scende in campo nella questione anche se non è suo costume. La Diocesi non intende alzare la linea di uno scontro «già doloroso e anomalo».  Ma davanti alle ultime dichiarazioni dell'Mcl vuole «ripristinare la verità e anche tutelare il diritto legittimo della parrocchia e la serenità dei fedeli».  Per la Diocesi «l'accesso all'autorità giudiziaria per dirimere il contenzioso esistente è stato l'unico percorso possibile dopo che diverse e successive proposte di mediazione erano state affossate e non certo da parte ecclesiastica, che anzi le proponeva e le caldeggiava. Rovesciare ora sulla parrocchia la responsabilità e appellarsi alla mediazione delle "autorità ecclesiastiche" perché trovino una soluzione extragiudiziaria, dopo che si sono fatte naufragare quelle presentate a suo tempo e dopo che il giudizio del tribunale è stato sfavorevole all'Mcl, appare davvero sorprendente e difficilmente praticabile».  Ciò tanto più se, prosegue la Diocesi, «la richiesta è accompagnata non solo dall'annuncio al legittimo ricorso in appello, ma anche dalla intenzione del circolo Mcl a "proseguire in tutte le iniziative già intraprese a difesa dei primari interessi morali e sociali dei propri assistiti". Si dimentica che se "primari interessi" esistono, sono quelli della parrocchia che è proprietaria della struttura e del terreno e che ha concesso per molti anni l'uno e l'altra in comodato gratuito all'Mcl, richiedendoli poi, quando ha ritenuto di averne necessità, alla regolare scadenza del contratto, come previsto dalla legge.  «Si concorda con Mcl nel riconoscere che le questioni in discussione non sono meramente patrimoniali, ma anche morali: proprio per questa moralità - che ora si invoca - era legittimo attendersi che un contratto liberamente firmato fosse poi osservato alla sua scadenza, anziché imboccare la strada di comportamenti laceranti che oggi, a giudizio di un tribunale, risultano anche illegittimi. La popolazione di San Pierino ha certo molto sofferto da questa vicenda e tuttora sta soffrendo, così come la Chiesa di Pistoia. Occorre però rilevare che la parrocchia, ha proseguito con la serenità possibile in questi casi il suo servizio ed ancora lo proseguirà, poiché essa chiede la disponibilità di un ambiente che le appartiene per usarlo a servizio della comunità per quegli scopi e con le modalità che sono proprie alla parrocchia stessa come previsto dalle istruzioni in materia amministrativa emanate dalla Cei nel 2005».  La Diocesi conclude ricordando che «l'Mcl ha una diffusa e radicata presenza con attività e progetti apprezzati da molti parroci e comunità cristiane. Occorre però rilevare che episodi di conflitto tra Mcl e parrocchie sono accaduti ripetutamente in anni recenti, in situazioni diverse, con Vescovi e con parroci dalla personalità assai diversa tra loro. Al di là dell'episodio contingente e dei soggetti ecclesiali in questione, emerge dunque una linea di comportamento, seppure minoritaria, che suscita preoccupazione e su cui la nostra Chiesa ha iniziato un percorso di riflessione. Esso cercherà di coinvolgere lo stesso Mcl in ordine a un recupero della dimensione di ecclesialità che renda possibili rapporti più costruttivi e sereni almeno per il futuro».

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