Sicurezza
Ultimi giorni per Caravaggio
Paolo Gestri
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Villa Smilea, sede della mostra Chiude domenica la stupenda mostra a Montale
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PISTOIA. Ultimi giorni, fino a domenica, per lasciarsi sorprendere "Nella luce del Caravaggio", stupenda mostra di fine anno alla villa Smilea di Montale. Di prima grandezza, una "Maddalena addolorata", del Caravaggio stesso, ed una "Santa Cecilia" di Guido Reni, ma molte altre opere brillano di luce propria. Complessivamente, si ammirano 27 dipinti, in gran parte capolavori, datati tra il 1595 ed il 1638, prestati da collezionisti privati, a titolo gratuito. Spiega tutto un catalogo con schede storico-tecniche di singoli specialisti. Per la stessa disposizione delle stanze della Smilea, si vive la mostra come in un ambiente domestico, allestimento voluto anche dai curatori, visto che tutte le opere esposte nacquero proprio per decorare dimore e palazzi privati. La "Maddalena", (1605/6) è da ritenere uno studio preparatorio della celebre pala d'altare, "La morte della Vergine" che si trova al Louvre. In questo strordinario olio su tela, dolore e penitenza riscattano la giovane a capo chino, in una sacralità umanamente pensosa, ma di una perfezione artistica a tu per tu con il Divino. Poco discosto, si illumina la "Santa Cecilia", di un Reni ancor giovane, eppure ricco di limpido classicismo, quanto di innovativa naturalezza. Il bel volto si stacca dall'ampio panneggio della veste che trascolora dai bianco spenti al variare dei gialli e dei rossi. Ma tutta la rassegna si dinapa attraverso una carrellata nel naturalismo caravaggesco, qui rappresentato da artisti qualitativamente mirabili e che, per perizia tecnica, sono paragonabili al grande maestro lombardo. Tra le opere principali, prevalentemente oli su tela, troviamo poi un "San Michele arcangelo", di Ludovico Carracci: con manifesto disinteresse, pesa le anime, con divina bilancia, L'atmosfera è accesa, il giudizio imparziale, impietoso. Estraiamo dunque, a puro titolo di esempio, il "Ritratto di giovinetto", di Ludovico Cardi, detto il Cogoli: il giovane rivolge lo sguardo in basso, sorridendo appena; anche il rosa intenso della veste concorre alla sua giovinezza. Ed eccoci alla pennellata sciolta e vibrante del "David e Golia", di Bartolomeo Manfredi; allo stupendo, per mirabili passaggi di tono, "Donna con bambino in groppa a un montone" di Tommaso Salini; ed ai cromatismi evidenti dell' "Estasi della Maddalena", di Rutilio Manetti; ed ancora, ci soffermiamo davanti al "Buon samaritano" di Orazio Riminaldi: inteso, raffinato, perfetto. Infine, le immancabili nature morte e fiori. Tra le prime si veda il piccolo dipinto del Maestro d'Acquavella.
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