Nonostante il privilegio, sono pochi i politici che assistono alle rappresentazioni
Teatro, omaggi solo al Manzoni
Marta Quilici
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Pubblico al teatro Manzoni (archivio) In provincia gli amministratori danno il buon esempio pagando
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PISTOIA. Assessori e sindaci tutti in fila e senza omaggi davanti alle biglietterie dei teatri minori. Niente privilegi di casta, se così si possono chiamare, per gli amministratori dei piccoli Comuni di provincia, solitamente assidui frequentatori dei "loro" teatri comunali. Situazione diversa, invece, per il Manzoni: qui per i politici gli omaggi ci sarebbero, ma neppure i biglietti gratis riescono a invogliare gli amministratori ad andare a teatro. In tempi di crisi i privilegi, anche quelli più insignificanti come i biglietti omaggio ai teatri comunali, diventano insopportabili. Molti Comuni hanno quindi deciso di dare un taglio ai posti riservati e di far pagare tutti, sindaci e assessori alla cultura compresi. Il primo a compiere lo scatto di sobrietà è stato il sindaco di Milano, Pisapia, che ha azzerato le concessioni nei teatri e negli stadi del Comune. Teatro alla Scala compreso. Dopo Milano, molti Comuni hanno emulato il capoluogo lombardo, tra cui alcune città toscane come Lucca. A Pistoia nien te di tutto questo è accaduto, ma il motivo non risiede nel mantenimento di qualche privilegio di casta. Tutt'altro. Nei teatri di provincia come Lamporecchio, Monsummano, Popiglio e Casalguidi già da tempo si adottano queste pratiche virtuose e da anni sindaci e amministratori fanno la fila e pagano i biglietti. Diversa la situazione al teatro Manzoni in cui il taglio dei biglietti omaggio riservati a politici e amministratori avrebbe tuttavia portato a un risparmio piuttosto risicato. Il motivo? La casta pistoiese non va a teatro. Magari va allo stadio, ma a teatro proprio no. O almeno molto poco. A spiegare le ragioni della disparità tra città e periferia è l'Associazione Teatrale Pistoiese che gestisce la maggior parte dei teatri della provincia: «Le piccole sale di Monsummano, Lamporecchio, Popiglio e Casalguidi - spiegano all'associazione - sono considerate dagli amministratori locali dei presidi culturali importantissimi per quei territori. Le dimensioni di questi teatri sono inoltre piuttosto ridotte e anche per questo già da tempo i sindaci hanno deciso di restringere al minimo le concessioni gratuite dei biglietti. Addirittura fanno la fila alla biglietteria anche consiglieri e membri della giunta. Del resto, questo è per loro un modo per dare il buon esempio ai concittadini. Peraltro nei teatri di periferia le presenze dei politici in sala sono piuttosto frequenti». «La situazione è invece opposta al Manzoni in cui i biglietti omaggio per i politici sarebbero previsti, ma nell'arco di un'intera stagione, quelli effettivamente utilizzati sono davvero pochi». Per legge ogni teatro deve riservare alcuni posti a specifici enti come la Siae, la Questura, i Carabinieri, la Prefettura e l'Agenzia delle entrate. «Per contratto - aggiungono all'Atp - il teatro deve prevedere per le compagnie alcuni biglietti gratuiti. Siccome ospitiamo molte prime nazionali e regionali questi posti sono piuttosto richiesti dalle compagnie che li utilizzano per la propria promozione con giornalisti o altri acquirenti». Per quanto riguarda il Manzoni sono previsti biglietti gratis anche agli enti finanziatori, tra cui Provincia e Comune, e a gruppi o scolaresche a cui viene dato un biglietto omaggio ogni 10 o 15 persone. «Se la promozione per i gruppi funziona piuttosto bene - proseguono dall'Atp -, sono al contrario piuttosto scarse le richieste da parte degli Enti. Anzi, noi gradiremmo una loro più assidua presenza agli spettacoli: sarebbe importante anche per una migliore valutazione del nostro lavoro». I numeri parlano chiaro: la scorsa stagione al Manzoni, su un totale di 20 mila presenze, i biglietti omaggio "extra-legge" sono stati circa 400, di cui molti derivanti dalle promozioni per i gruppi. Sulla stessa cifra si attestano i posti riservati obbligatori. Al teatro Nazionale a Quarrata, gestito direttamente dall'assessorato alla cultura del Comune, i biglietti omaggio, su una platea di 235 posti, non superano mai le otto unità e solitamente sono non più di 4. Il sindaco e la giunta sono esentati dal pagamento.
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