Il Tirreno

Pistoia

Supermercati Coop in aiuto del Banco alimentare

Marta Quilici
I giovani volontari che gestiscono il Banco alimentare
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I giovani volontari che gestiscono il Banco alimentare

Firmato l'accordo, sarà donata per i bisognosi la merce difettata o prossima alla scadenza

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 QUARRATA. Barattoli ammaccati, verdura e prodotti freschi a pochi giorni dalla scadenza, biscotti e merendine dalla confezione un po' sciupata: tutta merce che i supermercati solitamente buttano nei cassonetti a fine giornata. Quintali di roba commestibile, ancora buona, ma invendibile. Alla Coop di Quarrata non sarà più gettata via.  Comune, Unicoop Firenze e associazioni di volontariato del territorio hanno infatti firmato una convenzione per il riutilizzo di questa merce, che sarà destinata al Banco alimentare dei servizi sociali comunali, gestito dal Pozzo di Giacobbe e dalla Caritas del centro di ascolto presso la parrocchia di Santa Maria Assunta.  Insieme a queste ultime due associazioni, si impegneranno nella raccolta anche la Misericordia di Quarrata e l'Auser locale.  Il progetto si chiama "Buon fine" e darà un prezioso contributo all'attività del banco alimentare che in questi ultimi tempi ha registrato un'impennata dell'utenza a causa del moltiplicarsi delle persone in difficoltà. Nel 2010 le famiglie seguite dal servizio erano 92, di cui 52 italiane. Quest'anno, invece, nonostante il dato sia ancora parziale (è aggiornato al 30 novembre), il numero di nuclei familiari che hanno fatto ricorso alle ceste alimentari del banco sono già arrivati a quota 100.  Ad aumentare sono state quasi esclusivamente le famiglie italiane bisognose di aiuto, che quest'anno sono state ben 60, con un incremento di quasi il 20% rispetto al 2010. Per quanto riguarda le altre nazionalità, la più rappresentativa dopo quella italiana è quella albanese che conta 19 famiglie. 16 sono invece i nuclei provenienti dal nord africa e dai paesi arabi. 5 gli altri, tra pakistani, polacchi e rumeni.  Nel 2010 il Comune ha speso 32mila euro per l'acquisto di generi alimentari, mentre nel 2011 la spesa prevista è calata a 28mila euro. Questo grazie ai maggiori conferimenti da parte del Banco alimentare centrale. Adesso, con il progetto Buon Fine, la quantità di alimenti raccolti vedrà un ulteriore incremento: Coop calcola infatti circa 3-4 mila euro al mese di merce donata dalle medie strutture aderenti al progetto.  Il prossimo passo, ora, sarà la formazione di un coordinamento, un comitato di gestione, formato da rappresentanti del Comune e delle associazioni, che verificherà lo stato di attuazione dell'iniziativa, anche in base al numero e alle caratteristiche dei beneficiari. La durata dell'accordo per il momento è stata fissata a due anni ma, in mancanza di disdetta o richiesta di modifiche, potrà essere prorogata di anno in anno.

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