La manifestazione
Principato: «Faremo ricorso»
Tiziana Gori
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La protesta del 2010 Sopra, Antonio Principato Il commissario: «Soluzione ragionevole possibile se interviene il vescovo»
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PISTOIA. Amarezza e delusione tra i soci del circolo Mcl, che speravano in un giudizio diverso del tribunale civile. Non vuole invece commentare don Michele Palchetti, parroco di San Pierino Casa al Vescovo. Solo una considerazione: «Non sarei voluto arrivare alle vie legali». «Avrei preferito - afferma - che i soci del circolo restituissero le chiavi di loro spontanea volontà». Così non è stato, così i soci e l'ex presidente del circolo, Paolo Zamponi, hanno sempre ritenuto di non dover fare, tanto da arrivare, nel 2008, a una causa civile che due giorni fa ha visto il giudice Sergio Garofalo emettere una sentenza favorevole alla parrocchia. Da noi interpellato, il commissario del circolo, Antonio Principato (dirigente provincia dell'Mcl), annuncia: «Faremo ricorso in appello». E l'Mcl non sparirà da San Pierino. «Non lasciamo il paese. Speravamo di non dover cercare altri immobili, ma ci eravamo prudentemente guardati in giro e potremmo aver trovato quello che fa per noi». Amarezza, costernazione: questi gli stati d'animo del giorno dopo tra i soci.«Questa vicenda - dice Principato - doveva trovare la propria soluzione in luoghi diversi dalle aule giudiziali. Per questo, confidimo tuttora in un intervento delle autorità ecclesiastiche che consenta di trovare una soluzione ragionevole, che tenga conto non soltanto degli interessi patrimoniali della parrocchia ma soprattutto delle necessità e della volontà della comunità religiosa di San Pierino, che coincide largamente e da sempre con la base associativa del circolo. È evidente - prosegue - che laddove la decisione del tribunale dovesse essere portata ad esecuzione ciò non farebbe altro che approfondire il divario tra don Michele e i soci». Principato è diventato commissario nel 2008. «Quando fu deciso il commissariamento - ricorda - il locale lavorava bene. C'era un black out di rapporti con il parroco, e fu suggerita la figura di un intermediario che tentasse di sanare le crepe». Un commissario "atipico", riconosce. Con la gestione del circolo rimasta comunque nelle mani dei soci. Ma il tentativo di composizione tra le parti non è riuscito. La sentenza di due giorni fa, lo ricordiamo, è figlia di una causa che riuniva due distinti procedimenti promossi dalla parrocchia nei confronti del circolo Mcl: il primo riguardava un appartamento presente nell'immobile, che nel 2003 la parrocchia aveva dato in locazione all'Mcl e da questo era stato concesso in subaffitto, per abitarci, a Mario Ricciardi, il gestore del circolo,e alla sua famiglia. Il contratto era scaduto nel 2009 e la parrocchia aveva deciso di non rinnovarlo. Da qui, lo sfratto esecutivo. Il secondo procedimento riguardava la richiesta di restituzione dei locali di sua proprietà e nei quali si svolge l'attività del circolo da parte della parrocchia. I locali sono stati concessi gratuitamente per decenni prima all'Acli e poi all'Mcl, poi la concessione è stata formalizzata nel 2003 in un contratto di comodato gratuito. E ora, si chiedono i soci Mcl, come vuole usare quegli spazi? «La parrocchia - risponde don Palchetti - continuerà a osservare le indicazioni contenute nell'Istruzione in materia amministrativa emanata nel 2005 dalla Conferenza episcopale italiana».
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